Bologna, Palladino nuovo allenatore: ecco come cambia

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Cronache Mercato
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Raffaele Palladino è diventato ufficialmente il nuovo allenatore del Bologna, prendendo il posto lasciato da Thiago Motta. La scelta della società rossoblù segna l’inizio di una nuova era tecnica, con un approccio tattico che si preannuncia diverso rispetto alla gestione precedente. L’interrogativo principale riguarda il sistema di gioco che verrà adottato.

Inizialmente, il tecnico campano dovrebbe proseguire con l’assetto difensivo a quattro, sfruttando i giocatori già presenti in rosa. Il Bologna continuerà dunque a schierarsi con il 4-3-3 o il 4-2-3-1, moduli che garantiscono equilibrio. Tuttavia, Palladino è un estimatore della difesa a tre, sistema ampiamente utilizzato nella sua precedente esperienza al Monza, e non è da escludere che possa introdurla nel corso della stagione, virando verso un 3-4-2-1.

Analizzando i singoli reparti, in difesa non sembrano esserci troppi dubbi sul quartetto titolare. Sulla corsia di destra Emil Holm parte in vantaggio su Nadir Zortea, mentre a sinistra Juan Miranda sarà il titolare indiscusso. La coppia centrale vedrà Arthur Theate affiancato da Andreas Heggem, con il portiere Łukasz Skorupski che tornerà a difendere i pali dal primo minuto.

Qualora si passasse a una linea a tre, uno tra Martin Vitik e Kjetil Haug potrebbe essere inserito come braccetto difensivo, con Holm e Miranda avanzati sulla linea dei centrocampisti. Proprio in mediana, Lewis Ferguson rappresenta l’unica certezza, un perno insostituibile dello scacchiere felsineo. Le altre maglie dipenderanno dal modulo scelto.

Con un 4-2-3-1, al fianco dello scozzese agirà uno tra Nikola Moro e Tommaso Pobega, mentre Santiago Amondarain potrebbe essere avanzato sulla trequarti. Il centrocampista argentino è una variabile fondamentale, data la sua capacità di ricoprire anche il ruolo di mezzala in un centrocampo a tre. In attacco, l’idea del nuovo allenatore è quella di far coesistere Jesper Odgaard e Federico Bernardeschi.

Il danese ha dimostrato di poter giocare sia come mezzala che come trequartista, mentre l’ex Juventus ritroverà con ogni probabilità una maglia da titolare sulla fascia sinistra, dove la sua esperienza sarà cruciale. A farne le spese saranno inizialmente giocatori come Nicolò Cambiaghi e Samuel Mbangula. Al rientro dall’infortunio, Riccardo Orsolini si riprenderà il suo posto sulla destra.

Infine, si rinnoverà il ballottaggio per il ruolo di prima punta tra Roberto Piccoli e Artem Dovbyk. L’attaccante italiano potrebbe partire avanti nelle gerarchie iniziali, ma l’obiettivo a lungo termine sarà quello di rilanciare l’ucraino e renderlo il centravanti titolare. Sarà una delle missioni principali del nuovo tecnico, desideroso di valorizzare al massimo il potenziale offensivo della squadra.

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