Capodichino, il Pd contro Manfredi. E i comitati chiedono conto a Fico

46
Gaetano Manfredi
Gaetano Manfredi (Photo by Alessandro Garofalo/LaPresse)

NAPOLI (Anastasia Leonardo) – Il Masterplan di Capodichino, presentato come il grande progetto per accompagnare l’aeroporto di Napoli fino al 2035, è già diventato terreno di scontro politico e di protesta. Il piano prevede oltre 250 milioni di euro di investimenti, un nuovo terminal per i voli extra Schengen, nuove aree operative, interventi sulla viabilità e l’interramento di viale Maddalena. L’obiettivo dichiarato è portare lo scalo fino a 17,3 milioni di passeggeri annui, senza aumentare l’attuale capacità oraria, attraverso aerei più capienti, maggiore riempimento dei voli e una gestione più efficiente dei flussi.

A sostenere il progetto, davanti a istituzioni e vertici aeroportuali, c’erano il governatore Roberto Fico e il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, insieme agli assessori regionali Edoardo Cosenza, Laura Lieto e Teresa Armato. Con loro i vertici di Gesac e di Enac. Fico ha definito Capodichino un’infrastruttura strategica per la Campania, mentre il Comune ha sottolineato la necessità di integrare lo sviluppo dello scalo con la trasformazione urbana della città. Il problema è che poche ore dopo, in Consiglio comunale, il quadro politico è apparso molto meno compatto. A sollevare il caso è stato Pasquale Esposito, consigliere del Partito democratico espressione dell’area Nord, che ha contestato soprattutto il metodo. Un progetto capace di modificare profondamente l’assetto di una parte di Napoli, è la sua posizione, non può essere presentato senza un preventivo confronto con l’Aula. Il capogruppo Pd Gennaro Acampora ha condiviso le perplessità.

Esposito ha posto anche una questione territoriale: Capodichino è collocato dentro la città, tra San Pietro a Patierno e San Carlo all’Arena, e il Masterplan interessa direttamente aree e infrastrutture che riguardano i quartieri circostanti. Nel mirino sono finiti anche gli interventi su viale Maddalena e nell’area del Leonardo Bianchi. La domanda politica è quindi quale beneficio concreto arriverà ai territori che sostengono il peso dello sviluppo aeroportuale. Il consigliere Dem ha collegato inoltre il nuovo piano alla vicenda di Grazzanise, sostenendo che il rafforzamento di Capodichino rischia di ridimensionare ulteriormente la prospettiva dello scalo casertano. Un tema che chiama direttamente in causa la strategia della Regione e, quindi, anche le scelte del governatore Fico.

Fuori dal Palazzo, intanto, si muovono i comitati. La contestazione del No Fly Zone parte da questioni molto concrete: sicurezza, rumore, qualità dell’aria, viabilità e impatto sanitario. Le associazioni chiedono che prima di procedere siano resi pubblici gli studi tecnici e le valutazioni necessarie a verificare gli effetti dell’incremento dei passeggeri su una delle aree urbane più densamente abitate della città. Tra le richieste c’è anche una verifica complessiva dell’impatto ambientale e della sostenibilità urbanistica del progetto, oltre alla valutazione dei rischi legati alla crescita dei movimenti aeroportuali. I comitati chiedono inoltre di riaprire il dossier Grazzanise, indicato come possibile infrastruttura destinata ad assorbire parte della crescita futura del traffico e a ridurre la pressione su Capodichino, ma su cui nessuno si sbilancia a causa della posizione oltranzista di Gesac.

La questione, dunque, non è soltanto se l’aeroporto debba crescere. Il punto è come e dove debba crescere il sistema aeroportuale campano e, soprattutto, quale prezzo debbano pagare i quartieri che da decenni convivono con lo scalo. La partita adesso passa dalle presentazioni alle verifiche e al confronto istituzionale. Roberto Fico, che ha scelto di sostenere apertamente il progetto, dovrà misurarsi con le richieste di chi chiede garanzie ambientali e con la necessità di chiarire quale ruolo avrà Grazzanise nel futuro sistema aeroportuale regionale. Manfredi, dal canto suo, dovrà affrontare la richiesta di un maggiore coinvolgimento del Consiglio comunale. Il Masterplan di Capodichino è appena partito, ma la prima turbolenza è già arrivata: la politica cittadina e i comitati chiedono di sapere se la crescita dell’aeroporto coinciderà anche con una crescita della qualità della vita dei napoletani.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome