Gleison Bremer ha concesso un’intervista al sito ufficiale della UEFA, condividendo le sue aspirazioni e riflessioni come pilastro della difesa bianconera. Il suo obiettivo è chiaro: entrare nella storia del club, seguendo le orme di difensori leggendari che hanno vestito questa maglia. “Tanti campioni hanno lasciato un’impronta qui, penso soprattutto a una figura come Gaetano Scirea”, ha dichiarato il brasiliano.
“Sarebbe difficile paragonarmi a loro, la pressione è enorme. Ma spero di riuscire a fare la mia parte, darò sempre tutto in campo per poter essere ricordato”. Per raggiungere questo traguardo, il centrale punta sulle sue qualità distintive. Si è descritto come un difensore aggressivo, che fa della forza fisica e della velocità i suoi punti di forza, senza trascurare l’abilità nel gioco aereo.
Ha sottolineato come cerchi sempre di distinguersi attraverso il suo stile, ma ha anche ammesso di avere margini di miglioramento. Su questo aspetto, ha evidenziato l’importanza del lavoro con Luciano Spalletti: “È un allenatore di altissimo livello, un campione. Ci ha indicato un percorso e siamo cresciuti molto con lui, ci sta aiutando giorno per giorno a raggiungere i nostri obiettivi”.
Il difensore ha poi ripercorso la sua esperienza con le coppe europee, in particolare con l’Europa League. Ha ricordato il suo passato con il Torino, quando affrontò il Wolverhampton in uno spareggio che si concluse con un’eliminazione. “Era una grande squadra, appena promossa in Premier League”, ha commentato.
Con la Juventus, invece, il cammino è stato più lungo, arrivando fino alla semifinale della competizione. “Purtroppo non siamo riusciti a raggiungere la finale. L’Europa League è un torneo prestigioso e vogliamo arrivare il più lontano possibile. Se riusciremo ad andare fino in fondo, chissà, magari potremmo anche vincerla”.
L’intervista ha rivelato anche un lato più personale del giocatore, legato alla sua passione per la filosofia e la lettura. Un interesse nato durante un periodo di stop forzato a causa di un infortunio. “La lettura mi ha dato maggiore serenità e mi ha aiutato ad affrontare quel momento. Sono riuscito a staccare dal calcio e la filosofia mi ha confortato molto”.
Tra gli autori preferiti ha citato Aristotele e Sun Tzu con “L’arte della guerra”. Queste letture lo hanno aiutato a godersi di più la vita e a capire che non è fatta solo di calcio. “C’è la mia famiglia, ci sono tante altre cose. Tutto questo mi ha permesso di affrontare l’esistenza con più serenità”.






