Il Barcellona ha blindato il futuro della sua giovane promessa Hamza Abdelkarim, formalizzando un nuovo contratto valido fino al 2030. L’accordo è stato siglato pochi mesi dopo l’arrivo del diciottenne in Catalogna, consolidando la sua permanenza per le prossime stagioni.
Il club catalano ha agito con rapidità dopo un esordio convincente in prima squadra. L’operazione ha incluso un significativo ritocco dello stipendio verso l’alto e l’inserimento di una clausola rescissoria superiore ai 100 milioni di euro, una mossa strategica per scoraggiare l’interesse di altri grandi club europei. Il precedente accordo sarebbe scaduto nel 2029.
Negli ultimi dodici mesi la carriera dell’attaccante egiziano è decollata. Acquistato a giugno dall’Al Ahly per 1,5 milioni di euro e inizialmente aggregato alla squadra riserve, ha rapidamente impressionato con la formazione Under-19. La sua popolarità è esplosa durante l’estate, prima con l’esordio nella Nazionale maggiore a maggio e poi con la partecipazione ai Mondiali, dove ha giocato quattro partite prima dell’eliminazione contro l’Argentina.
Il giovane talento, soprannominato “l’Haaland del Nilo” per le sue doti offensive, ha accolto con entusiasmo il paragone con la stella del Manchester City. «Quando mi chiedono chi ammiro, dico Haaland: è un attaccante straordinario», ha dichiarato Abdelkarim. «Ha tanti punti di forza. Ogni volta che lo guardo, imparo qualcosa che posso usare per migliorare il mio gioco. Capisco perché mi chiamate così».
Dopo una breve pausa estiva, è tornato a Barcellona e ha convinto il nuovo allenatore Hansi Flick segnando quattro gol in cinque amichevoli precampionato. La logica conseguenza è stata il suo debutto in Liga nel mese di agosto, nella partita contro il Rayo Vallecano.
Nonostante le convocazioni in tutte le prime sei gare ufficiali della stagione, il giovane attaccante dovrà ora armarsi di pazienza. L’attacco del Barcellona è molto competitivo e al momento risulta essere la terza scelta nel ruolo di centravanti, dietro a giocatori esperti come Raphinha e Gabriel Jesus. La flessibilità offensiva garantita da Dani Olmo, Anthony Gordon, Fermín López e Karim Adeyemi richiederà al giovane egiziano di sfruttare al massimo ogni minuto concesso dalla panchina per scalare le gerarchie.






