Chivu e la Roma: storia di un rapporto controverso

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Cronache sport calcio
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Il rapporto tra Cristian Chivu e la Roma, sua prima squadra italiana, è stato una storia di grande affetto seguita da una brusca separazione. Il percorso che ha portato il difensore a vincere il Triplete con l’Inter nel 2010 è stato costruito anche su quattro importanti anni trascorsi nella capitale, sotto la guida di allenatori come Fabio Capello e Luciano Spalletti.

Tuttavia, i tifosi giallorossi non gli hanno mai perdonato le modalità del suo addio nel 2007, quando ha lasciato la città per trasferirsi all’Inter. L’accoglienza da avversario è stata da subito molto dura. Durante una delle prime apparizioni contro la sua ex squadra, un Chivu allora 27enne è stato bersagliato da pesanti insulti, a cui ha risposto allenandosi in silenzio.

L’origine del dissapore risale a una dichiarazione su Fabio Capello rilasciata nel novembre 2005. Al termine di una partita di Coppa Uefa, Chivu ha espresso gratitudine verso il suo ex tecnico, già alla Juventus, affermando: “Sarebbe un piacere tornare a lavorare con lui”. Ha poi aggiunto che nel calcio non sempre sono i giocatori a decidere il proprio futuro.

Queste parole sono state interpretate come un atto di lesa maestà dal pubblico giallorosso. Poche settimane dopo, al suo rientro in campo da titolare, lo stadio Olimpico lo ha fischiato incessantemente per tutta la durata della partita. La pressione è stata tale che lo stesso Chivu ha raccontato di essersi rivolto a uno psicologo per superare quel momento difficile.

Da avversario, le sue visite all’Olimpico sono sempre state caratterizzate da un’atmosfera ostile, tanto da richiedere in alcune occasioni l’uso della scorta. Questa tensione è culminata il 5 maggio 2010. Dopo la vittoria dell’Inter nella finale di Coppa Italia proprio contro la Roma, Chivu ha reagito agli insulti ricevuti per tutta la gara mostrando il dito medio verso gli spalti.

Il gesto ha provocato un deferimento, ma il giocatore ha subito presentato le sue scuse, ammettendo l’errore senza cercare giustificazioni. Quella stagione, l’anno del Triplete, è stata per lui particolarmente complessa anche a livello personale, a causa del grave infortunio alla testa subito in uno scontro di gioco con Sergio Pellissier pochi mesi prima.

La sua carriera si è conclusa con trionfi storici, laureandosi campione d’Italia e d’Europa con la maglia dell’Inter. Tornerà all’Olimpico da allenatore e, sebbene qualche fischio potrebbe riemergere, gran parte di quel passato, incluso il gesto di cui si è pentito, appare ormai superato.

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