La piazza di spaccio era in un grande scantinato in via Tertulliano al Rione Traiano. I carabinieri hanno piazzato microtelecamere ovunque. Dai filmati hanno raccolto i primi elementi per le indagini. All’alba di ieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 31 persone. Accusati di associazione finalizzata al traffico di droga, con l’aggravante mafiosa per aver favorito il clan camorristico Petrone/Puccinelli. L’operazione è stata coordinata dalla D.D.A. e disposta dal G.I.P. del Tribunale partenopeo. Secondo la ricostruzione della Procura, gli arrestati gestivano il rifornimento di droga tra il Rione Traiano, Pianura e Fuorigrotta.
Le parole di Gratteri sull’operazione contro i Petrone-Puccinelli
Il procuratore Nicola Gratteri ha sottolineato durante una conferenza stampa il controllo capillare del territorio. Gli investigatori hanno tracciato i ruoli, che gli indagati avrebbero avuto: Massimo De Solda avrebbe avuto il compito insieme ad altri di selezionare prima dell’accesso alla piazza di spaccio gli acquirenti nonché di addetto alla visione sul monitor delle immagini che pervenivano dalle telecamere finalizzate a segnalare l’arrivo delle forze dell’ordine, nonché l’ulteriore compito di consegnare le somme di denaro per gli approvvigionamenti dello stupefacente distribuendole successivamente ai cosiddetti ‘pusher addetti al bilancino’.
I ruoli degli indagati
Luigi Nocera viene indicato tra i partecipi, con il ruolo di ‘pusher addetto al bilancino’. Anche Salvatore Ottiero avrebbe avuto il ruolo di partecipe, con le funzioni di custode della sostanza stupefacente da ricollocare sul mercato all’interno della piazza di spaccio, occultando la sostanza stupefacente presso siti (cosiddetti ‘appoggi’) già confezionati in involucri termosigillati, da far recapitare ai ‘pusher
addetti al bilancino’, operanti all’ interno del locale adibito a piazza di spaccio. Con l’ulteriore compito di installare e sistemare: un sistema di video-sorveglianza per allertare i pusher e le vedette esterne nel caso di controlli delle forze dell’ordine.
La piazza di spaccio generava circa 450 mila euro al mese, con picchi giornalieri di 20 mila euro. Durante il blitz sono stati sequestrati diamanti, un Rolex e 55 mila euro in contanti.
La droga veniva custodita altrove e consegnata solo prima della vendita (“just in time”).
Le cantine popolari erano usate come bunker monitorati da impianti di videosorveglianza.
All’interno dei bunker era consentito anche il consumo diretto per eludere i controlli.
L’organizzazione operava H24 con turni da otto ore per pusher, vedette e responsabili.
Le indagini, avviate nel 2023, puntano a un rapido iter processuale per arrivare a sentenza.
Il gruppo criminale funzionava come una vera holding, con ciascuna piazza affidata a una famiglia, spiegano gli inquirenti.
I nomi degli indagati
Disposta la custodia cautelare in carcere per Maurizio Attanasio, Paolo Chiaro, Pasquale Cuccurullo, Massimo De Solda, Marco Deviato, Giovanna Gaiangos, Dumitru Nicusor Gheorghe, Salvatore Iuliano, Ivan Liguori, Antonio Martino, Daniele Nocera, Luigi Nocera, Salvatore Ottiero, Raffaele Pezzuti, Alessandro Pisa, Pasquale Pisa, Pietro Pistuggia, Salvatore Ricci, Pasquale Sica, Alfredo Tarantino, Antonio Tarantino, Simone Tranchese, Ciro Volonnino, Pasquale Borsella, Emanuele Caiazza, Salvatore Caruso, Luigi Delle Donne, Mario El Shabrawj, Stefano Palermo e Marco Valenza. Il giudice ha invece disposto gli arresti domiciliari per Giuseppe Chiantone.











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