Roma, Aldair: “Può lottare per lo Scudetto”

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Cronache Mercato
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Aldair Nascimento dos Santos, per tutti semplicemente “Pluto”, è una leggenda della Roma e uno dei difensori più completi nella storia del calcio. Leader silenzioso in campo, l’ex campione brasiliano è stato protagonista di un docufilm trasmesso su Sky Documentaries e si è raccontato in una lunga intervista concessa a Il Corriere dello Sport.

L’ex difensore ha analizzato il momento della squadra giallorossa, esprimendo grande fiducia nel progetto tecnico di Gian Piero Gasperini. Secondo la bandiera romanista, la rosa attuale è superiore a quella della passata stagione, mostrando una condizione fisica e mentale ottimale che le consente di arrivare sempre prima sul pallone.

La domanda diretta sulle ambizioni non ha lasciato spazio a dubbi. Alla richiesta se la squadra possa competere per lo Scudetto, Aldair ha risposto con fermezza: “Sì, può lottare fino in fondo con l’Inter. Quest’anno Gasp ha anche più soluzioni dalla panchina”.

Da grande intenditore di attaccanti, avendo marcato campioni come Ronaldo il Fenomeno, Aldair ha offerto la sua valutazione su Donyell Malen, attuale trascinatore dei giallorossi. “Avrei faticato anche io con lui. Quando prende la palla si gira subito e ti punta. Poi è veloce, vede la porta, insomma ha tutto”, ha ammesso, confermando le difficoltà che il centravanti sta creando alle difese della Serie A.

L’analisi si è poi spostata sul connazionale Wesley, per il quale ha previsto un percorso di crescita simile a quello di un’altra icona brasiliana a Roma, Cafu. “Gioca diversamente, la spinta però è la stessa di Marcos. Anche la testa è buona”, ha commentato Pluto. Un ruolo cruciale nelle ambizioni della squadra è giocato, secondo l’ex centrale, da un reparto difensivo di altissimo livello.

“N’Dicka sta facendo la differenza, per me. Ma anche Mancini ed Hermoso tengono sempre botta. Balerdi poi l’avete visto?”. Ha inoltre sottolineato la complessità del sistema di gioco di Gasperini, lodando la capacità della squadra di applicare una pressione a tutto campo con un’intensità che nessun altro riesce a replicare.

Con onestà, ha anche ammesso che forse non avrebbe trovato facilmente spazio in un modulo del genere: “Non sono così sicuro che avrei giocato. Quando sono arrivato in Italia c’era ancora il libero. Ero abituato alla zona”.

L’intervista ha toccato anche corde più personali e aneddoti del passato. Aldair ha ricordato la sua proverbiale timidezza e il suo stile di leadership basato sull’esempio. Un momento iconico della sua carriera è stato il passaggio della fascia di capitano a un giovane Francesco Totti. “In quel momento tanta gente non credeva che potesse diventare così importante, ma io lo vedevo tutti i giorni in allenamento. E vedevo cose che voi umani… C’è stata anche una votazione dentro lo spogliatoio, io ho espresso il mio parere: ‘il capitano deve essere lui’. Mi hanno seguito”.

Infine, ha svelato una curiosità di mercato, confermando un approccio da parte della Lazio. “Sull’aereo per il Brasile incontrai Cragnotti. L’ho ringraziato per l’interesse, però mi sono messo a ridere”, ha concluso la leggenda giallorossa.

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