Bollo auto abolito dal 2027, ma non per tutti: chi non pagherà e come funziona

L’esenzione riguarderà una sola auto fino a 80 kW oppure una moto. Alle Regioni saranno trasferiti 2,29 miliardi di euro. Il Governo promette una misura definitiva

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Antonio Tajani, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, Matteo Salvini durante la conferenza stampa dopo il Consiglio dei Ministri tenutosi a Palazzo Chigi a Roma, Mercoledì 16Settembre 2026 (foto Mauro Scrobogna / LaPresse) Antonio Tajani, PM Giorgia Meloni, Matteo Salvini during the press conference after the Council of Ministers held at Palazzo Chigi in Rome, Wednesday September 16 2026 (foto Mauro Scrobogna / LaPresse)
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NAPOLI – Il bollo auto sarà abolito dal 2027 per la maggior parte dei veicoli in circolazione. La misura varata dal Consiglio dei ministri riguarda le automobili di piccola e media potenza, le motociclette e i ciclomotori. Il beneficio sarà riconosciuto a un solo mezzo per ciascun contribuente.

Il Governo stima che l’esenzione possa interessare oltre il 70 per cento delle automobili in circolazione. Prima di considerare cancellato il prossimo pagamento, però, è necessario controllare la potenza del veicolo e attendere la pubblicazione del testo definitivo e delle relative istruzioni operative.

Quali automobili non pagheranno il bollo

L’esenzione riguarderà le autovetture con una potenza fino a 80 kilowatt. Per verificare il dato bisogna consultare la carta di circolazione: la potenza del motore è indicata nel campo P.2.

La soglia comprende numerose citycar, utilitarie e alcuni piccoli Suv. Per le vetture ibride, secondo il testo finora disponibile, dovrebbe essere considerata la potenza del motore termico riportata sul documento di circolazione e non la potenza complessiva del sistema.

Le automobili con potenza superiore a 80 kW continueranno invece a pagare normalmente la tassa automobilistica.

Una sola esenzione per ogni cittadino

L’abolizione non si applicherà a tutti i veicoli intestati alla stessa persona. Ogni contribuente potrà beneficiare dell’agevolazione per un solo mezzo.

Se il proprietario possiede più automobili che rispettano il limite degli 80 kW, l’esenzione dovrebbe essere riconosciuta alla vettura con la potenza più bassa. In caso di parità, dovrebbe essere scelta quella per la quale risulta dovuto il bollo di importo inferiore.

Il beneficio riguarderà anche motociclette e ciclomotori senza un limite specifico di potenza, ma sempre per un solo mezzo. L’agevolazione per le due ruote, inoltre, non sarà cumulabile con quella ottenuta per un’automobile intestata alla stessa persona.

Da quando partirà l’abolizione

Il testo disciplina i versamenti della tassa automobilistica con scadenza compresa tra il primo gennaio e il 31 dicembre 2027. L’esenzione non cancella quindi i bolli già scaduti, gli arretrati, le sanzioni o le somme relative agli anni precedenti.

Chi deve ancora pagare il bollo del 2026 non può sospendere il versamento confidando nella nuova misura. Allo stesso modo, eventuali debiti già affidati alla riscossione resteranno dovuti, salvo un differente e specifico intervento legislativo.

Non sono state ancora diffuse le modalità operative definitive. I cittadini dovranno quindi attendere le indicazioni delle Regioni e verificare se l’esenzione sarà applicata automaticamente attraverso gli archivi dei veicoli oppure se saranno richiesti ulteriori adempimenti.

Meloni: «La misura sarà definitiva»

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha precisato che l’abolizione non è stata pensata soltanto per il 2027, ma come una misura strutturale e quindi definitiva.

Al momento, però, il testo finanzia espressamente l’esenzione soltanto per il 2027. La stabilizzazione per gli anni successivi dovrà essere inserita nella prossima legge di Bilancio o in un altro provvedimento dotato delle necessarie coperture. Quella annunciata dal Governo è dunque una volontà politica, mentre la garanzia giuridica e finanziaria oltre il 2027 dovrà essere formalizzata con una nuova norma.

Quanto costa e come saranno compensate le Regioni

Il bollo auto è una tassa regionale e rappresenta una voce importante nei bilanci territoriali. Per evitare che l’abolizione provochi una riduzione delle risorse disponibili, lo Stato trasferirà fondi alle Regioni e alle Province autonome.

Il costo complessivo dell’esenzione è stimato in circa 2,36 miliardi di euro. Per compensare il minore gettito regionale è previsto un trasferimento complessivo di 2,29 miliardi per il 2027. La ripartizione tra le singole Regioni e le Province autonome dovrà essere stabilita entro il 31 marzo 2027.

Nella bozza iniziale l’articolo relativo alle coperture finanziarie non risultava ancora completato. Sarà quindi il testo definitivo a dover chiarire da quali capitoli arriveranno tutte le risorse necessarie e come verrà gestita l’applicazione nelle autonomie speciali.

Meno sconto sulle accise del gasolio

L’abolizione del bollo rientra nella rimodulazione degli interventi contro il caro carburanti. Il Governo ha scelto di ridurre progressivamente lo sconto sulle accise del gasolio e di destinare risorse a una misura legata al possesso del veicolo.

Lo sconto sul diesel scende da 17 a 12,2 centesimi al litro dal 18 al 25 settembre e viene poi dimezzato a 6,1 centesimi dal 26 settembre al 5 ottobre. Per gli automobilisti il vantaggio annuale derivante dal mancato pagamento del bollo potrebbe quindi essere accompagnato, nel breve periodo, da uno sconto più basso al distributore.

Cosa deve fare adesso il cittadino

Per capire se si potrà beneficiare dell’esenzione bisogna controllare il campo P.2 della carta di circolazione, verificare quanti veicoli risultano intestati alla stessa persona e attendere le istruzioni ufficiali della propria Regione.

Fino alla pubblicazione delle disposizioni applicative, non bisogna interrompere o rinviare pagamenti già dovuti. La cancellazione riguarderà le scadenze del 2027 e soltanto i mezzi che rispetteranno tutti i requisiti previsti dal provvedimento definitivo.

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