“Indossare Caserta”. Girando per l’Italia, per il mondo e anche qui a Caserta, è facile vederlo. Maglie di tutte le squadre. Soprattutto di Serie A. A Caserta e in provincia Napoli la fa da padrone, è normale. Tanti ci sono nati, tanti si sono trasferiti qui. Il Milan, la Juve, ci può stare. Ognuno è libero di tifare chi vuole. La passione non si impone, si sceglie. Ma c’è un concetto che va oltre il tifo: l’appartenenza.
Ora senza andare troppo in profondità, i casertani e l’appartenenza sono due concetti che per ragioni storiche fanno a pugni, ma questo è un capitolo cui dedicare un pensiero unico, magari più in là. Torniamo sul piano calcistico. Il tifo è per “una” squadra. L’appartenenza è per “la” squadra. Quella della città in cui sei nato. L’appartenenza è il pilastro. È l’amore per la terra in cui sei nato e cresciuto. E’ dire “io vengo da qui” senza vergogna, anzi con orgoglio. E si può dimostrare anche con un dettaglio: la maglia. Indossare la maglia per cui tifi è amore.
Indossare la maglia della squadra della TUA città è appartenenza con la A maiuscola. Significa dire al mondo: “Questa è la mia terra. Questi sono i miei colori. Io ci sto”. È una sensazione bellissima. Ti fa sentire parte di qualcosa di più grande. Da anni in ogni mio viaggio nello zaino non manca mai una sciarpa o una maglia della Casertana. La indosso, la fotografo nei posti più assurdi. Dal Polo Nord a Mont Saint Michel, con la marea che sale. L’idea è semplice: essere riconoscibili.
Il messaggio è chiaro: sono di Caserta e sostengo i suoi colori. Succede anche qui a casa. Nelle mie passeggiate in Reggia vado sempre in maglia rossoblù. La gente la nota. Gli occhi vanno al simbolo dei Falchi. Spesso mi fermano: “Che squadra è?”. E io rispondo felice. Spiego. Racconto. Mi accendo, e vedo che apprezzano. Un indumento può farti sentire orgoglioso? Io lo vivo sulla mia pelle. La risposta è sì. La maglia della Casertana non è solo tessuto.
E’ memoria, è fatica, è domenica al Pinto, è D’Agostino che non molla, è una città che si riconosce in 11 giocatori. Il 22 agosto è ripartito il campionato di serie C. Ripartire significa anche questo: riempire lo stadio di rosso e di blu. Riempire le strade di Caserta di quei colori. Perché se non parti dall’appartenenza, manca tutto. “Tra Rosso e Blu” nasce per questo. Per raccontare chi la Casertana la porta addosso. Sempre.











