Lotito e l’inchiesta: «Ho denunciato fatti, non nomi»

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Cronache sport calcio
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Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, ha rilasciato dichiarazioni in merito all’inchiesta che ipotizza il reato di aggiotaggio sulle quote societarie del club. Il patron biancoceleste ha chiarito la sua posizione riguardo alle persone indagate, specificando di aver presentato denunce contro ignoti e non di aver fatto nomi e cognomi agli inquirenti.

Ha affermato che le identità emerse sono il risultato delle indagini e ha aggiunto che gli interessati sono liberi di adire le vie legali. In risposta alle parole di Luigi Bisignani, che lo aveva accusato di denunciare i tifosi, il presidente ha replicato di non aver denunciato nessuno in particolare, ma di aver riportato le vicende subite in silenzio negli ultimi tre anni.

Lotito ha respinto l’idea di una “rivincita” o di un regolamento di conti, sottolineando di volersi concentrare unicamente sul suo lavoro. Ha poi descritto un clima di continue minacce, ricevute giorno e notte anche durante le festività, come può testimoniare la sua scorta.

Il presidente ha avvalorato l’ipotesi, già avanzata in passato, che dietro tali intimidazioni possa esserci una struttura organizzata. In qualità di senatore, ha rivendicato con orgoglio la scelta di rinunciare all’immunità parlamentare per consentire alla Procura di Roma di acquisire i suoi tabulati telefonici, un gesto definito raro nella storia del Senato.

Il numero uno biancoceleste ha menzionato con piacere i complimenti ricevuti dall’ex patron Sergio Cragnotti. Riguardo alla richiesta di scuse da parte di una frangia di tifosi, ha aperto a questa possibilità solo per responsabilità dirette, come alcune scelte tecniche passate da lui avallate.

Ha concluso affermando che, sebbene alcune sue dichiarazioni possano essere state fraintese, continuerà a lavorare per migliorare la comunicazione. Ha ribadito infine che ogni sua decisione è sempre stata presa nell’esclusivo interesse della Lazio.

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