L’ATP ha ufficializzato il nome del terzo tennista qualificato per le Finals di Torino, in programma dal 15 al 22 novembre. Dopo Jannik Sinner e Alexander Zverev, anche Carlos Alcaraz ha staccato il biglietto per l’evento che riunisce i migliori otto giocatori del mondo. La notizia ha evidenziato un’apparente anomalia nella classifica stagionale, la Race, dove lo spagnolo si trova attualmente al quarto posto con meno punti dell’americano Ben Shelton, terzo.
La qualificazione di Alcaraz è stata possibile grazie a una specifica norma del regolamento ATP. Sebbene l’accesso alle Finals sia riservato in via prioritaria ai primi otto giocatori della Race, esiste un’eccezione per i vincitori di un torneo del Grande Slam. Un giocatore che ha conquistato un Major durante l’anno ha diritto a un posto se conclude la stagione tra le prime 20 posizioni del ranking mondiale.
Questo è esattamente il caso del tennista murciano. Alcaraz ha trionfato all’Australian Open a inizio stagione e, con i suoi 4050 punti attuali, ha già la garanzia matematica di chiudere l’anno all’interno della Top 20. La combinazione di questi due fattori gli ha quindi consegnato il pass per Torino, indipendentemente dalla sua posizione nella Race rispetto ad altri atleti.
Di conseguenza, Ben Shelton dovrà ancora attendere per avere la certezza della sua partecipazione. L’americano, autore di una stagione di altissimo livello e finalista allo US Open, occupa la terza posizione nella Race con 4430 punti, quasi 400 in più di Alcaraz.
Tuttavia, questo vantaggio per ora non è sufficiente a garantirgli la qualificazione matematica. La sua presenza a Torino appare comunque altamente probabile e solo una questione di tempo, considerando il margine accumulato sugli inseguitori.
Per Carlos Alcaraz si tratta della quinta qualificazione consecutiva alle ATP Finals, un traguardo notevole per un atleta di soli 23 anni. Questo risultato assume un valore ancora maggiore se si considera il percorso stagionale dello spagnolo, segnato da un grave infortunio al polso.
Lo stop forzato lo ha tenuto lontano dai campi per circa quattro mesi, costringendolo a disputare finora solo sei tornei. L’infortunio gli ha impedito di partecipare a tutta la stagione sulla terra rossa e a due appuntamenti Slam come il Roland Garros e Wimbledon. Senza questo lungo periodo di assenza, la sua qualificazione sarebbe probabilmente arrivata con diverse settimane di anticipo.





