Milan, crollo verticale dopo l’esordio promettente

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Cronache sport calcio
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Se il rendimento di una squadra di calcio fosse un titolo quotato in Borsa, quello del Milan avrebbe rischiato una sospensione per eccesso di ribasso. Sono trascorsi appena 25 giorni dalla promettente partita d’esordio contro il Torino, un tempo sufficiente a trasfigurare completamente il volto della squadra, passata da una condizione intrigante al disorientamento totale.

Un filo negativo che si è riannodato con le difficoltà mostrate nell’ultimo mese della scorsa stagione, un fantasma che si sperava scacciato. Delle linee guida introdotte dal tecnico Amorim e apprezzate contro la formazione granata, sembra non essere rimasta traccia. La squadra appare inspiegabilmente prosciugata nell’anima, nello spirito e, soprattutto, nella qualità del gioco, lasciando tifosi e addetti ai lavori con numerosi interrogativi.

L’inizio del campionato aveva illuso. Il Milan aveva mostrato un calcio propositivo, basato su pressing alto e trame offensive veloci, dando l’impressione di aver assimilato velocemente i nuovi dettami tattici. I giocatori chiave sembravano in forma e i nuovi innesti ben integrati in un sistema che funzionava in modo armonico. Poi, qualcosa si è rotto.

Nelle uscite successive, la squadra ha perso progressivamente fluidità e sicurezza. Sono emerse fragilità difensive, il centrocampo ha faticato a costruire gioco e l’attacco si è dimostrato sterile. Più che un problema tattico, l’impressione è quella di un blocco psicologico. La squadra ha iniziato a subire gol con troppa facilità e, soprattutto, non ha più mostrato la capacità di reagire alle avversità, quasi rassegnandosi di fronte alle prime difficoltà incontrate nel corso delle partite.

Le cause di questa involuzione sono oggetto di analisi. Potrebbe trattarsi di una condizione atletica non ancora ottimale, che non permette di sostenere per novanta minuti l’intensità richiesta dal tecnico. Oppure, di una fragilità mentale che emerge quando la pressione aumenta. Lo stesso Amorim è finito sotto osservazione: le sue scelte sono ora al centro del dibattito e la sua capacità di invertire la rotta sarà messa a dura prova nelle prossime settimane.

La dirigenza osserva con attenzione, consapevole che il mercato di gennaio si avvicina. Sarà necessario un intervento per correggere la rotta? L’organico attuale è sufficiente per raggiungere gli obiettivi stagionali o serviranno rinforzi mirati, magari profili di esperienza in grado di portare leadership nello spogliatoio? Il futuro del Milan si deciderà nei prossimi impegni, che diranno se questa crisi è stata solo un incidente di percorso o il sintomo di problemi più profondi.

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