A 35 anni, dopo oltre 270 presenze in Serie A e notti di Champions League, Gregoire Defrel ha scelto di ripartire dai dilettanti. L’attaccante francese ha deciso di ascoltare il suo fisico e accettare la proposta del Cittadella Modena, in Serie D, per restare vicino alla città dove ha sempre vissuto fin dai tempi del Sassuolo.
Questa nuova fase della sua carriera è anche un’occasione per mettere da parte il soprannome “bandito”, nato da un’esultanza che mimava una mitragliatrice. Defrel ha spiegato di essere un ragazzo timido e riservato, lontano dai social e dedito alla famiglia, un’immagine molto diversa da quella del “cattivo ragazzo”. Quel gesto, ha raccontato, era solo un ricordo dei giochi d’infanzia nella periferia di Parigi.
La sua carriera è stata una lunga scalata, iniziata sui campetti di sabbia di Meudon. Arrivato in Italia a 18 anni, ha affrontato il rifiuto del Monza prima che Francesco Palmieri gli offrisse un’opportunità nelle giovanili del Parma. Dopo l’esperienza in Primavera, il passaggio al Foggia in Serie C si è rivelato un momento critico: il fallimento del club lo ha lasciato senza stipendio e vicino all’idea di abbandonare il calcio.
La svolta è arrivata con il Cesena, con cui ha conquistato una promozione in Serie A, dove al primo anno ha segnato 9 gol. È stato però al Sassuolo, sotto la guida di Eusebio Di Francesco, che la sua vita è cambiata. Con i neroverdi ha raggiunto una storica qualificazione in Europa League, capendo di avercela finalmente fatta.
Il culmine della sua carriera è stato raggiunto con la maglia della Roma. In giallorosso ha vissuto una semifinale di Champions League e ha fatto parte di un gruppo con campioni come De Rossi, Dzeko e Nainggolan. Indimenticabile, per sua ammissione, l’esperienza di giocare al Camp Nou contro il Barcellona di Lionel Messi, suo idolo da sempre.
Di quella stagione ha ricordato con entusiasmo l’incredibile rimonta contro i blaugrana all’Olimpico e l’atmosfera infuocata del derby contro la Lazio, un’intensità mai vista prima. Tra gli avversari più ostici ha citato Giorgio Chiellini, definito “furbo e insuperabile”.
Guardandosi indietro, l’unico piccolo rimpianto è non aver mai giocato all’estero, avendo solo sfiorato la Premier League. Tuttavia, ha affermato di aver raggiunto a Roma il livello più alto della sua carriera. Ora, con la maglia numero 30 scelta insieme alla moglie, Defrel vuole ripagare la fiducia del Cittadella Modena, divertirsi e aiutare i compagni più giovani.









