Maurizio Sarri ha parlato del suo passato alla guida della Juventus, in vista della prossima sfida di campionato che vedrà la sua Atalanta affrontare proprio la squadra bianconera. Il tecnico toscano non ha usato mezzi termini per descrivere la sua esperienza a Torino, definendola un’annata particolare e priva di grandi emozioni.
“È stata una stagione strana, una stagione con stadi vuoti praticamente da marzo in avanti”, ha spiegato l’allenatore. “Forse anche per questo motivo, non ho grandi ricordi di quell’esperienza”. Nonostante la vittoria dello Scudetto, il nono consecutivo per il club, il sentimento che traspare dalle sue parole è quello di un percorso vissuto in un contesto surreale, segnato profondamente dalla pandemia.
Anche se il rapporto con l’ambiente juventino non è mai realmente decollato, portando alla separazione dopo una sola stagione, Sarri ha affermato di non conservare rancore. “In ogni caso, nessun rimpianto”, ha chiosato, chiudendo di fatto un capitolo importante ma complesso della sua carriera. Un’affermazione netta che sottolinea una distanza emotiva da quel trionfo.
Il focus dell’allenatore si è poi spostato sul presente e sul futuro con l’Atalanta, descritto come un progetto radicalmente diverso. “È un anno di costruzione: la società non dà obiettivi materiali a breve periodo, ma parla di costruzione per avere obiettivi materiali a lungo periodo”, ha chiarito, evidenziando una filosofia basata sulla crescita e sulla pazienza.
Questa visione si scontra con le difficoltà iniziali, che però non lo spaventano. Sarri ha infatti ricordato momenti complessi anche in altre piazze: “A Empoli, dopo alcune giornate eravamo ultimi in classifica. A Napoli, dopo quattro partite, avevamo due punti, quindi le difficoltà sono venute fuori costantemente”.
L’integrazione dei nuovi acquisti rappresenta una delle sfide attuali. “Abbiamo un percorso completamente diverso dall’altro: qualcuno è arrivato l’ultimo giorno di mercato, qualcuno un po’ prima, ma con delle problematiche fisiche, quindi ognuno ha un percorso a sé”. La chiave, secondo il tecnico, risiede nell’atteggiamento del gruppo.
“L’aspetto positivo è la disponibilità, e questo è importante”, ha sottolineato. Pur ammettendo che un allenatore non è mai del tutto soddisfatto del mercato, la valutazione complessiva della rosa è positiva: “Abbiamo giocatori importanti, qualcuno si deve ancora formare, qualcun altro è già pronto, ma complessivamente siamo una squadra con giocatori importanti”.





