Il progetto per il nuovo stadio di Milano, destinato a sorgere accanto all’attuale Meazza, ha compiuto passi avanti decisivi. Dopo un percorso iniziato nel 2019, l’obiettivo è ora l’inaugurazione dell’impianto nel 2032.
Nei mesi scorsi sono iniziati alcuni lavori preliminari nell’area, come l’abbattimento della storica biglietteria sud e la rimodellazione del perimetro di accesso sul lato ovest. Questi interventi servono a fare spazio al futuro cantiere dove prenderà vita il nuovo impianto, il cui render definitivo verrà svelato entro la fine di ottobre.
Il nuovo stadio avrà una capienza di 71.500 posti e un valore stimato di oltre 2 miliardi di euro. Per rispettare il cronoprogramma, i lavori principali dovranno iniziare nella seconda metà del 2027.
La strada per arrivare a questo punto è stata lunga e tortuosa. L’idea originale, presentata da Milan e Inter nel luglio del 2019, era quella della “Cattedrale” dello studio Populous, ma le dilatazioni delle tempistiche hanno caratterizzato l’intero iter. Una condizione non negoziabile posta dai club è sempre stata la demolizione dell’attuale stadio Meazza, giudicato troppo oneroso da ristrutturare o mantenere.
Il progetto ha attraversato anche una fase di stallo. All’inizio del 2023, il Milan ha esplorato concretamente l’opzione di un impianto a San Donato, mentre l’Inter ha valutato l’area di Rozzano-Assago. Tuttavia, l’esigenza economica di un progetto comune e la volontà di rimanere a Milano hanno riportato le società al tavolo.
La svolta è arrivata con la decisione del Comune di cedere l’intera area ai club. Per una cifra di 197 milioni di euro, stabilita dall’Agenzia delle Entrate, è stato firmato il rogito per la compravendita dei terreni. Questo atto è stato fondamentale per superare il vincolo storico-architettonico che a breve avrebbe interessato il secondo anello del Meazza, impedendone la demolizione.
Nonostante questo progresso, il percorso non è concluso. Il piano attuativo attende l’approvazione definitiva del Comune e il successivo vaglio della Regione. Inoltre, restano aperte questioni giudiziarie: si attende la sentenza del Tar sui ricorsi dei comitati e prosegue un’inchiesta penale per turbativa d’asta. Mentre il vecchio Meazza continua a ospitare le partite, lo skyline del quartiere è destinato a cambiare radicalmente.




