Riccardo Orsolini è tornato a disposizione del Bologna dopo venti giorni di assenza. L’attaccante si era fermato a causa di una lesione ai flessori della coscia sinistra rimediata durante la seconda giornata di campionato. Il suo recupero ha avuto esito positivo, ma lo staff tecnico userà la massima cautela per evitare ricadute.
Contro il Torino, il capitano rossoblù partirà quindi dalla panchina, pronto a subentrare a gara in corso. Il suo rientro rappresenta un momento significativo non solo per la squadra ma anche per il giocatore, che con il club ha firmato un contratto fino al 2031, consolidando il suo status di simbolo della squadra.
Orsolini ha inoltre un obiettivo personale a portata di mano: ha raggiunto quota 87 gol con la maglia del Bologna e si trova a una sola rete di distanza da Cesarino Cervellati, che con 88 marcature occupa il decimo posto nella classifica dei migliori marcatori di tutti i tempi del club.
L’incontro con il Torino segnerà anche il debutto del nuovo allenatore Raffaele Palladino, che sta valutando importanti modifiche tattiche. Il tecnico, durante i primi allenamenti, ha provato con insistenza un nuovo assetto basato sulla difesa a tre, discostandosi dal 4-2-3-1 utilizzato in precedenza.
L’ipotesi più probabile è un modulo 3-4-3 o 3-4-2-1. Palladino ha confermato che la rosa possiede le caratteristiche adatte per interpretare questo sistema di gioco, anche se resta da capire se il cambio avverrà subito o sarà introdotto gradualmente dopo la prossima sosta per le nazionali.
In attesa del pieno recupero di Orsolini, il posto di esterno destro d’attacco sarà occupato da Federico Bernardeschi. L’ex giocatore della Juventus sembra destinato a formare il tridente offensivo titolare insieme a Nicolò Cambiaghi e Roberto Piccoli. Per Bernardeschi si tratta di un’occasione per mettersi in mostra e ritrovare continuità di rendimento.
La partita contro i granata sarà dunque un banco di prova fondamentale per il Bologna, chiamato a recepire le nuove direttive tattiche di Palladino. L’attenzione sarà rivolta sia alla prestazione collettiva della squadra sia al graduale reinserimento di uno dei suoi uomini più rappresentativi.







