NAPOLI – Una rete a maglie strettissime, tesa dai Carabinieri per soffocare l’illegalità che serpeggia nella zona est della città. Dai vicoli storici di Barra alle strade trafficate di San Giovanni a Teduccio, fino ai labirintici complessi di edilizia popolare di Poggioreale, la notte tra il 18 e il 19 settembre 2026 ha visto un’operazione ad alto impatto che ha scosso il territorio. Un servizio coordinato della Compagnia Carabinieri di Napoli Poggioreale, con il supporto prezioso del Nucleo Cinofili di Sarno, ha passato al setaccio un’area complessa, portando a galla un quadro criminale variegato e radicato. Il bilancio finale è pesante: tre persone arrestate, cinque denunciate e quasi tre chilogrammi di sostanze stupefacenti strappati al mercato nero.
L’episodio più eclatante, che fotografa l’evoluzione tecnologica al servizio del crimine, si è consumato a pochi passi dal carcere di Poggioreale. Un tentativo audace di rifornire i detenuti via aerea, stroncato sul nascere. I militari della locale stazione hanno notato e bloccato un uomo di 40 anni in via Marino di Caramanico. Lo hanno sorpreso con il joystick di un drone ancora stretto tra le mani, un “pilota pusher” colto in flagrante. In una vicina auto parcheggiata, i suoi due complici, un 18enne di Boscoreale e un 20enne di Salerno, attendevano l’esito della missione. La perquisizione ha svelato il piano: 15,41 grammi di cocaina e 5,90 grammi di crack erano pronti per essere agganciati, tramite nastro isolante e filo da pesca, a un drone già preparato per il decollo. Per il terzetto, il volo si è interrotto prima di iniziare: sono stati arrestati e, per un’amara ironia della sorte, condotti proprio in quel carcere di Poggioreale che intendevano violare.
Ma il colpo più duro allo spaccio è arrivato dalle aree comuni di un complesso popolare in via Stadera. Qui, il fiuto infallibile di Thelma, cane antidroga dell’Arma, ha guidato i militari verso un ingente nascondiglio. Sotterrati e occultati, sono stati rinvenuti 1,6 chilogrammi di crack, 960 grammi di hashish e 255 grammi di marijuana. Un tesoro destinato a inondare le piazze di spaccio, sequestrato a carico di ignoti pusher che hanno visto andare in fumo un guadagno di decine di migliaia di euro.
L’operazione, tuttavia, non si è limitata alla lotta agli stupefacenti. I controlli a tappeto hanno permesso di assicurare alla giustizia un 20enne napoletano, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Verona. Il giovane è ritenuto responsabile di un furto in abitazione commesso nella città scaligera lo scorso 20 maggio, durante il quale avrebbe sottratto gioielli per un valore di 8mila euro a un uomo di 69 anni. Anche per lui si sono aperte le porte del carcere.
La cronaca della serata registra anche episodi di illegalità diffusa. Un intervento per una lite familiare tra due coniugi ultraottantenni si è concluso con la denuncia dell’uomo, un 86enne, per detenzione abusiva di munizioni, dopo il ritrovamento di 9 cartucce mai dichiarate. Un 68enne ai domiciliari è stato denunciato per evasione perché assente da casa al momento del controllo. Due automobilisti, un 42enne e un 20enne, entrambi recidivi, sono stati sorpresi alla guida senza aver mai conseguito la patente.
Infine, il pugno duro ha colpito anche le attività commerciali irregolari. In una pizzeria di via Francesco Spinelli è stato scoperto un allaccio abusivo alla rete elettrica, con conseguente denuncia per furto al titolare 54enne. L’ispezione con l’ASL ha poi rivelato gravi carenze igieniche, portando a sanzioni per 5mila euro, alla sospensione dell’attività e al sequestro di 80 chili di alimenti. Stessa sorte per un bar-cornetteria in via delle Repubbliche Marinare, dove sono stati sequestrati ben 350 chili di prodotti e l’attività è stata sospesa. Una notte che ha dimostrato la determinazione dello Stato nel riaffermare la legalità, centimetro per centimetro.








