NAPOLI – Una risposta forte, capillare, che non lascia nulla al caso. A seguito della brutale aggressione che lo scorso 15 settembre ha lasciato due minorenni feriti, prima nei pressi della stazione Cumana e poi a bordo di un convoglio, lo Stato ha acceso i suoi fari più potenti sui quartieri di Pianura e Rione Traiano. Su impulso diretto della Prefettura, i Carabinieri della compagnia di Bagnoli hanno dato il via a un’operazione ad “alto impatto”, setacciando palmo a palmo due delle aree più complesse della periferia occidentale della città, con l’obiettivo di ripristinare la legalità e restituire un senso di sicurezza ai residenti.
Il primo, inevitabile fronte d’azione è stato quello del contrasto allo spaccio di stupefacenti, cancro che affligge da sempre queste zone. I militari della stazione del Rione Traiano hanno concentrato i loro sforzi su via Marco Aurelio, una delle arterie principali del quartiere. Le perquisizioni, meticolose e mirate, hanno dato i loro frutti. Al civico 214, l’intuito degli investigatori li ha portati a ispezionare un’intercapedine, uno spazio angusto ricavato tra un’abitazione privata e la rampa di scale condominiale. Un nascondiglio ingegnoso, pensato per rendere difficile attribuire la proprietà della merce illecita. All’interno, i Carabinieri hanno rinvenuto e posto sotto sequestro un significativo quantitativo di droga: 182 grammi di marijuana, già pronti per essere suddivisi e venduti, affiancati da diverse dosi di crack e cocaina, le droghe pesanti che alimentano il mercato più redditizio e disperato. Insieme allo stupefacente, è stato sequestrato anche tutto il materiale necessario per il confezionamento, a riprova di un’attività di spaccio ben avviata e strutturata.
Ma l’offensiva dello Stato non si è fermata alla criminalità organizzata. Nella notte, l’operazione si è estesa al controllo degli esercizi commerciali, con il prezioso e indispensabile supporto del personale dell’Asl Napoli 1 Centro, per verificare il rispetto delle norme igienico-sanitarie. A Pianura, in corso Duca d’Aosta, i controlli hanno svelato un quadro allarmante all’interno di una pasticceria e rosticceria. Le “gravi carenze igienico-sanitarie e strutturali” riscontrate non hanno lasciato alternative: l’attività è stata immediatamente sospesa. Per il titolare, oltre al danno della chiusura, è scattata una sanzione amministrativa da mille euro e la drastica riduzione dell’attività a una singola linea di produzione e vendita, una volta sanate le irregolarità.
Poco distante, in via vecchia comunale, un altro esercizio commerciale, dedito alla vendita al dettaglio di bevande e alimenti, è finito sotto la lente delle forze dell’ordine e del personale sanitario. Anche in questo caso, sono emerse diverse non conformità, che hanno portato alla notifica di una serie di prescrizioni per ripristinare le condizioni di legge. Per il proprietario è stata comminata una sanzione ben più salata, pari a duemila euro. I controlli, assicurano dal Comando Provinciale, continueranno senza sosta nei prossimi giorni, un segnale chiaro che lo Stato non intende abbassare la guardia su un territorio ferito che chiede a gran voce sicurezza e legalità.







