Furio Valcareggi, procuratore e figlio di Ferruccio, commissario tecnico della Nazionale italiana dal 1966 al 1974, ha ricordato la figura di Sandro Mazzola, definendolo un punto di riferimento per la squadra azzurra di quel decennio. “Nei dieci anni di mio padre in Nazionale è stato un punto fermo, un leader, protagonista nella vittoria all’Europeo del ‘68”, ha spiegato Valcareggi.
Il legame non era solo professionale, ma anche umano e familiare. Valcareggi ha descritto Mazzola come una “persona squisita”, rivelando un aneddoto personale: “Sua moglie ogni tanto chiamava al telefono di casa nostra per sapere come stesse mia mamma e per salutarla”. Il rapporto affondava le radici in un’amicizia precedente, quella tra Ferruccio Valcareggi e il padre di Sandro, Valentino Mazzola. “Lui e il mio babbo sono stati in Marina insieme e soprattutto mio padre lo ha sempre considerato la più grande mezzala italiana di tutti i tempi. Lo stimava tantissimo”.
Il punto centrale del ricordo si è poi spostato sulla celebre “staffetta” con Gianni Rivera durante i Mondiali di Messico ‘70, una questione che ha generato infinite discussioni. Secondo Furio Valcareggi, la scelta del padre fu puramente tecnica e motivata dalle condizioni dei giocatori. “Sandro stava troppo meglio di Rivera in quel periodo e quindi giocava titolare. Rivera era bravo e un genio a metà campo, ma Mazzola era un campione, aiutava anche la squadra e il collettivo”.
La gestione tecnica ha portato l’Italia fino alla finale, superando la Germania Ovest nella “Partita del Secolo”, in cui Mazzola fu un protagonista chiave. Le polemiche esplosero dopo la finale persa contro il Brasile, nella quale Rivera giocò solo gli ultimi sei minuti. “Si scatenò il finimondo, si è parlato tanto di questo”, ha commentato Valcareggi, sostenendo che le polemiche furono eccessive.
“È stata super alimentata, mi pare in modo esagerato”, ha proseguito. “Venne perfino Nereo Rocco, suo allenatore al Milan, per calmare Rivera, ma non ce ne era bisogno perché in realtà i due giocatori erano in buoni rapporti fra loro, a Coverciano scherzavano”. Secondo Valcareggi, la rivalità tra Inter e Milan, di cui i due calciatori erano bandiere, ha contribuito a infiammare la vicenda.
Di fronte alle critiche, l’allora c.t. Ferruccio Valcareggi ha sempre mantenuto la calma. “Il mio babbo era uno che anche se gli cascava il mondo addosso, si scansava in un attimo. Per lui era giusto far giocare Mazzola perché era più in forma”. Ha poi precisato che i due hanno anche giocato insieme in alcune occasioni e che l’unico giocatore considerato davvero intoccabile dal padre era Giancarlo De Sisti.
Infine, una riflessione sull’eredità di quella scelta tattica. Furio Valcareggi ha affermato che il padre ha di fatto “inventato le staffette”, oggi diventate una prassi comune nel calcio moderno. Ha chiuso elogiando ancora una volta l’intelligenza di Mazzola: “Era un uomo intelligente, era avanti in tutto. Ha fatto la grande Inter stratosferica”.






