S. CIPRIANO D’AVERSA – Avrebbero aiutato Antonio Mangiacapre a eludere le indagini dopo l’uccisione dei fratelli Marco e Claudio Marrandino, occultando o contribuendo a occultare la pistola indicata come arma del delitto e altre armi detenute illegalmente. Per questa condotta Giuseppina Bortone e Vincenzo Mangiacapre, di S. Cipriano d’Aversa, moglie e figlio dell’autore del duplice omicidio, hanno patteggiato davanti al Tribunale di Napoli Nord.
Il gip Mariangela Guida ha applicato a entrambi due anni e dieci mesi di reclusione e 3mila euro di multa per favoreggiamento personale, detenzione e porto illegale di armi e ricettazione. La pena detentiva è stata sostituita con 2.060 ore di lavoro di pubblica utilità presso il Comitato della Croce Rossa Italiana di Casal di Principe, per un minimo di sei e un massimo di quindici ore settimanali.
La vicenda nasce dal duplice omicidio del 15 giugno 2024. Nei pressi dello svincolo di Succivo della statale 7 bis, nel territorio di Orta di Atella, una lite per motivi di viabilità si trasformò in tragedia. Antonio Mangiacapre esplose più colpi con una pistola semiautomatica Beretta calibro 9 corto, ferendo mortalmente i due fratelli di Cesa. Subito dopo si diede alla fuga, ma venne rintracciato al pronto soccorso della clinica Pineta Grande di Castel Volturno e fermato.
Il filone principale si è chiuso il 2 luglio 2025 davanti alla seconda sezione della Corte d’assise di Napoli: Antonio Mangiacapre è stato condannato all’ergastolo con 36 mesi di isolamento diurno.
Il procedimento a carico di moglie e figlio si è concentrato su ciò che sarebbe accaduto dopo gli spari. Nella sentenza vengono richiamati perquisizioni, tabulati telefonici, filmati di videosorveglianza e intercettazioni. Nell’abitazione furono sequestrati armi, proiettili e materiale esplodente. Per il giudice non ricorrevano i presupposti per un proscioglimento immediato. Ai due, assistiti dai legali Paolo Caterino, Matteo Mirra, Edoardo Razzino e Giuseppe Stellato, sono stati imposti anche il divieto di detenere armi, munizioni ed esplosivi, l’obbligo di restare in Campania e il ritiro del passaporto. Dovranno inoltre pagare una somma per ciascuno dei due gruppi di parti civili assistiti dagli avvocati Dario Carmine Procentese e Luigi Poziello.
Fratelli Marrandino ammazzati: Mangiacapre ora chiede scusa. Chiesta la conferma della pena








