Il Parma si preparerà ad affrontare la sfida contro il Genoa in piena emergenza. L’allenatore Carlos Cuesta ha dovuto fare i conti con una serie di assenze pesanti, annunciate durante la conferenza stampa di presentazione della partita, che complicano ulteriormente il cammino di una squadra ferma a un solo punto dopo le prime quattro giornate di campionato.
La notizia più rilevante riguarda lo stop di Adrián Bernabé. Il centrocampista spagnolo, elemento chiave per la manovra dei ducali, ha accusato una lesione muscolare di basso grado durante la seduta di rifinitura. Un infortunio che lo costringerà a saltare non solo la partita contro i rossoblù, ma che lo terrà lontano dai campi fino al termine della sosta per le nazionali. Il suo rientro è previsto per la sfida casalinga contro l’Inter, in programma il 10 ottobre.
Le parole del tecnico Carlos Cuesta sono state chiare e dirette nel delineare il quadro degli indisponibili. “Fuori dalle convocazioni ci saranno Nicolussi Caviglia e Bernabé per infortunio, oltre a De Martis che giocherà con la Primavera e Valenti per motivi disciplinari”. L’assenza del fantasista spagnolo si somma infatti a quella, già nota, di Nicolussi Caviglia, privando il centrocampo di due pedine fondamentali in un momento già delicato.
A rendere la situazione ancora più complessa è arrivata la decisione di escludere Lautaro Valenti per ragioni disciplinari. Una scelta forte da parte dell’allenatore, che ha voluto mandare un segnale chiaro al gruppo ma che, nell’immediato, priva la difesa di un’altra opzione importante. Cuesta non è entrato nei dettagli della questione, ma la decisione sottolinea la volontà di instaurare un codice comportamentale rigoroso.
Nonostante le difficoltà, il tecnico ha mostrato di avere le idee chiare sul percorso da intraprendere per risollevare la squadra. L’attenzione è rivolta alla ricostruzione dell’identità di gioco, un processo che prescinde dai moduli. “Stiamo lavorando sugli stessi principi, che siano simili a quattro o a cinque in difesa. Stiamo soprattutto focalizzandoci sulle fondamenta, sugli aspetti che devono ricostruire la nostra identità”.
L’obiettivo dichiarato è quello di vedere i primi progressi già a partire dalla gara contro il Genoa, un banco di prova severo per un gruppo in cerca di certezze. Anche per quanto riguarda il reparto offensivo, l’allenatore ha sottolineato un concetto di coralità, rispondendo a chi gli chiedeva se l’attacco sarebbe stato guidato da Lontani e Romero. “Lo guideranno tutti. L’attacco è un processo collettivo. Dobbiamo avere principi chiari e mettere i giocatori nelle posizioni giuste per esprimere i loro punti di forza”.
La trasferta di Genova assume quindi i contorni di un crocevia fondamentale per il Parma. La squadra dovrà dimostrare di poter reagire alle avversità, trovando in sé stessa le risorse per sopperire alle assenze e per muovere una classifica che al momento non sorride.





