PIGNATARO MAGGIORE – Un vasto incendio sta divorando in queste ore la collina di Monteoliveto che sovrasta il centro abitato. Il rogo sta interessando l’area alle spalle del convento delle Clarisse e sta minacciando il giardino del complesso.
Le fiamme, alimentate da un vento leggero ma insistente, corrono veloci su un tappeto di erba da pascolo, resa arida e simile a paglia dalla siccità di fine estate. È una corsa disperata contro il tempo. Il fronte del fuoco avanza inesorabilmente verso il cuore verde del paese: la pineta. Un patrimonio naturale e un luogo di ritrovo per la comunità, che ora rischia di essere cancellato dalla furia delle fiamme. Se il rogo dovesse raggiungere gli alberi, l’incendio assumerebbe proporzioni ben più gravi e difficilmente controllabili, con un potenziale disastro ecologico e un pericolo concreto per le abitazioni più vicine al polmone verde dell’Agro Caleno.
Sul posto stanno convergendo diverse squadre dei Vigili del Fuoco del comando provinciale, supportate dai volontari della Protezione Civile, mentre la Polizia municipale, coordinata dal comandante Alberto Parente, è impegnata nel prestare assistenza alle religiose, molto spaventate. Viene utilizzato anche un Canadair per domare le fiamme. I mezzi antincendio si stanno facendo largo tra le strade strette per raggiungere i punti più critici e tentare di creare delle linee tagliafuoco prima che sia troppo tardi. L’aria è satura di un odore acre provocato dalla combustione.
Mentre le operazioni di spegnimento sono in pieno svolgimento, si fa strada con inquietante certezza l’ipotesi più temuta: quella dell’origine dolosa. Secondo le prime indiscrezioni trapelate dagli inquirenti, ci sarebbero pochi dubbi sul fatto che dietro questo disastro ci sia la mano criminale di uno o più piromani. La velocità di propagazione e la possibile presenza di più punti di innesco sono elementi che avvalorano la tesi di un atto deliberato. I Carabinieri della locale stazione hanno già avviato i primi accertamenti per raccogliere elementi utili a identificare il responsabile di questo scempio.
La rabbia e lo sconcerto serpeggiano tra la popolazione. Non è la prima volta che il territorio viene ferito da incendi di questa natura, spesso legati a interessi speculativi o a semplici, folli atti vandalici. Le prossime ore saranno decisive non solo per la salvaguardia della pineta, ma anche per il lavoro degli investigatori, che sperano di trovare tracce utili prima che vengano cancellate dal fuoco e dalle operazioni di bonifica. La caccia al piromane è ufficialmente aperta, mentre Pignataro Maggiore trattiene il fiato, sperando che la sua collina e la sua pineta possano essere salvate.












