A Casagiove parte il primo servizio nella Casa di Comunità ma il cantiere è ancora aperto: scontro tra sindaco e direttore sanitario

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La casa di Comunità di casagiove come si presentava ieri
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CASAGIOVE – Dovevano rappresentare il simbolo della svolta per l’assistenza territoriale casertana, ma fino a ieri la Casa di Comunità Spoke di Casagiove si stava trasformando in un vero e proprio rompicapo burocratico e infrastrutturale. Il punto di svolta – o quantomeno di forte tensione – si è consumato durante il sopralluogo effettuato ieri dalla direttrice del Distretto Sanitario, Antonella Guida.

Sul posto è giunto anche il sindaco di Casagiove, Francesco Moscatiello. Tra i due è nato un acceso battibecco: da un lato il primo cittadino, che ha fatto notare con fermezza come la struttura sia ancora un cantiere a cielo aperto; dall’altro la direttrice Guida, la quale ha tirato dritto assicurando che da oggi i primi servizi previsti partiranno ufficialmente, a cominciare dal reparto di Neuropsichiatria infantile.

Promesse smentite dai cantieri
Entro la fine del mese di agosto, le Case di Comunità dell’Asl di Caserta avrebbero dovuto essere pienamente operative per decongestionare la rete ospedaliera, a partire dall’hub del capoluogo. La realtà dei fatti descrive tuttavia uno scenario ben diverso. Dopo le criticità già riscontrate nella struttura di Caserta, il caso si è allargato a Casagiove: la nuova sede, situata accanto all’ex Abetaia, figurava ufficialmente tra quelle “attive” entro lo scorso mese, ma una verifica sul campo ad inizio mese ne aveva rivelato lo stato ancora embrionale, con lavori in corso e tempi di completamento palesemente lunghi.

Una paralisi che si riflette negativamente sull’intera rete territoriale della provincia, dagli Ospedali di Comunità di Capua, Santa Maria Capua Vetere e San Felice a Cancello fino alle strutture minori. Di fatto, una rete ancora inattiva o inutilizzabile che priva la sanità casertana di circa 140 posti letto teoricamente disponibili, fondamentali per drenare gli accessi impropri e dare respiro ai pronto soccorso saturi di Caserta, Aversa e Marcianise.

Il direttore dell’Asl Antonio Limone aveva ricostruito le difficoltà tecniche riscontrate durante la fase di realizzazione: “Abbiamo avuto problemi con gli allacciamenti elettrici per ospedali e case di comunità. Diciassette strutture sono nuove di zecca e abbiamo già implementato le assunzioni”, aveva affermato per giustificare i ritardi.

Resta il paradosso formale: l’Asl ha attestato tramite apposite delibere il completamento e l’attivazione sia della struttura di Casagiove sia di quella di Caserta, ma fino a ieri entrambe risultavano chiuse e inaccessibili ai cittadini. Da oggi per Casagiove si apre il banco di prova: i primi servizi dichiarati operativi dovranno dimostrare se si tratta dell’inizio di una vera apertura o di un nastro tagliato a metà tra le impalcature.

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