CASERTA – L’ospedale rischia di dover pagare un risarcimento per una garza dimenticata nell’addome di un paziente. Mercoledì scorso all’ufficio legale del “Sant’Anna e San Sebastiano” è arrivata la citazione di un paziente operato qualche mese fa. Da un controllo successivo all’intervento è emerso che una garza, secondo quanto riferito dal paziente, era rimasta all’interno. Si è resa quindi necessaria una nuova operazione. L’azienda guidata dal dg Gennaro Volpe, contattata da “Cronache” nel primo pomeriggio di ieri, non ha ritenuto di dover rilasciare alcuna dichiarazione. Non è neppure dato sapere a quanto ammonti la richiesta di risarcimento.
Secondo il sindacato Nursind, con Gennaro Pascale, la vicenda potrebbe essere sintomatica della disorganizzazione della “piastra operatoria” che viene contestata da mesi. E’ un fatto che all’inizio di agosto il dg Volpe abbia nominato un nuovo responsabile unico per la piastra operatoria, nella persona di Pasquale De Negri. Alla base dei problemi c’è, come sempre, la carenza di personale.
All’inizio di luglio scorso il Nursind ha proclamato lo stato di agitazione per tutto il personale del comparto afferente alla sala operatoria. Qualche giorno dopo, il sindacato ha manifestato all’interno dell’area ospedaliera. La decisione del segretario provinciale Antonio Eliseo è arrivata dopo l’invio di diverse note alla Direzione strategica, rimaste prive di risposte concrete. Il sindacato denuncia una situazione organizzativa al limite, caratterizzata da turni di lavoro definiti massacranti che rischiano di incidere inevitabilmente sulla corretta applicazione delle procedure, dei protocolli e degli standard di sicurezza.
A peggiorare il quadro si aggiunge la carenza di personale, che costringe l’ospedale di Caserta a un sistematico ricorso al lavoro straordinario pur di garantire la continuità delle prestazioni assistenziali. Ne risente la stessa qualità delle cure erogate all’utenza. La segreteria provinciale ha chiesto interventi immediati ai vertici aziendali, definendo l’avvio della protesta come un atto di responsabilità volto a tutelare i diritti dei lavoratori e salvaguardare la sicurezza delle prestazioni sanitarie rese ai cittadini.
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