Carlos Alcaraz ha introdotto delle piccole modifiche al suo servizio. La rivelazione è arrivata dallo stesso tennista spagnolo al termine di un incontro della Laver Cup, confermando una piena ripresa dopo un periodo di stop a causa di un infortunio al polso.
Dopo la sua partecipazione agli US Open, dove è stato eliminato ai quarti di finale, Alcaraz si è concesso un periodo di riposo e recupero fisico. In questa fase ha lavorato su un aspetto fondamentale del suo gioco: la battuta.
Il cambiamento, per quanto sottile, è stato deliberato e mirato. Lo spagnolo ha spiegato di aver allenato intensamente questo colpo, introducendo alcuni correttivi che, a suo dire, non sono stati notati dagli osservatori. La ragione principale di questa modifica risiederebbe nella necessità di proteggere il polso infortunato.
L’adattamento tecnico sembra riguardare soprattutto la fase finale del movimento, in particolare nel servizio a effetto, quello ad uscire. Questa soluzione, che potrebbe anche essere temporanea, pare aver inciso sulla velocità del colpo, risultando in prime palle leggermente meno potenti.
Il polso rappresenta l’ultimo anello della catena cinetica nel servizio e viene sollecitato in modo significativo. Un movimento modificato può quindi ridurre lo stress sull’articolazione, pur mantenendo l’efficacia tattica del colpo. Anzi, il servizio ad uscire si è dimostrato una soluzione strategica per Alcaraz, che in questo modo riesce a spostare l’avversario fuori dal campo per poi attaccare a rete o con colpi d’approccio.
Questa evoluzione tecnica non è una novità assoluta. Già in passato, Alcaraz aveva lavorato sulla preparazione del servizio, traendo ispirazione da Novak Djokovic. Le similitudini nel movimento sono emerse analizzando la posizione della racchetta, della testa e del polso durante il lancio di palla.
In particolare, il polso flesso verso il basso è una tecnica che aiuta a mantenere il controllo della testa della racchetta, rendendo il gesto più fluido e permettendo al corpo di caricarsi come una molla per sprigionare energia all’impatto.
Alcaraz ha compreso che un servizio efficace non deve essere solo potente, ma soprattutto efficiente e continuo. Sebbene non raggiungerà mai le velocità di specialisti come Karlovic o Raonic, può trasformare la sua battuta in un’arma costante e affidabile. Questo approccio ricalca la filosofia di Djokovic, che ha sempre privilegiato qualità, precisione e pressione rispetto alla pura velocità, dimostrando come un servizio tattico possa essere altrettanto letale.






