Italia, Bastoni: ‘Dobbiamo dirci che siamo bravi’

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Cronache Mercato
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Alessandro Bastoni, pilastro difensivo dell’Inter e della Nazionale, ha tracciato un’analisi lucida e appassionata del momento che sta vivendo il calcio italiano. In una recente intervista, il giocatore ha parlato del nuovo corso inaugurato dal commissario tecnico Roberto Mancini, concentrandosi su un aspetto fondamentale per la ripartenza: la fiducia nei propri mezzi.

Il difensore ha evidenziato come il lavoro del CT vada oltre il campo, puntando a ricostruire la mentalità di un gruppo ferito. “Siamo all’inizio di un percorso, serve pazienza”, ha spiegato, aggiungendo che arriveranno inevitabilmente altri momenti difficili. “Ma il Mister sta lavorando molto sull’autostima”. Secondo il giocatore, il problema è quasi culturale. “In Italia siamo molto bravi a piangerci addosso, a rimarcare sempre le cose negative che facciamo. Invece dobbiamo iniziare anche a dirci che siamo bravi, perché a forza di dirlo poi uno ci crede”. Un cambio di paradigma necessario per ritrovare la consapevolezza perduta.

Questo nuovo approccio mentale si sposa con l’iniezione di forze fresche nel gruppo azzurro, un cambiamento che il centrale ha accolto con favore. “Ho visto grande intraprendenza, personalità e quel pizzico di leggerezza che forse è essenziale per sperare di tornare dove eravamo”. La strada per la rinascita passa quindi da un mix di esperienza e spensieratezza giovanile, con l’obiettivo di rendere la squadra nuovamente riconoscibile nel suo stile di gioco e nel suo spirito.

La conversazione ha poi toccato un nervo scoperto: la cocente delusione per la mancata qualificazione ai Mondiali, seguita alla sconfitta contro la Macedonia del Nord. Bastoni non ha usato giri di parole per descrivere il suo stato d’animo. “Io mi sento in debito per quanto successo. Fu una notte molto dura per me, come lo fu per tutti gli italiani che supportano la Nazionale”. Nessun vittimismo, ma una presa di coscienza matura.

Per superare quel trauma sportivo, ha applicato la stessa ricetta usata dopo ogni errore: assumersi le proprie colpe e ripartire con ancora più determinazione. “Dopo un errore, mi sono sempre messo lì a testa alta, mi sono preso le responsabilità con la voglia ancor più grande di prima di dimostrare il mio valore”. Un percorso di crescita personale che si è riflesso anche nella sua stagione con l’Inter, conclusa con la vittoria di due trofei. “Poteva andare peggio… due coppe ce le siamo portate a casa e per questo la stagione è stata positiva”. Un successo che non cancella l’amarezza azzurra, ma che fornisce la spinta e la mentalità vincente per guidare la riscossa dell’Italia.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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