CASAPESENNA – Pagare per ottenere voti può portare al carcere. È la consapevolezza che emerge dalle parole di Raffaele Nobis, fratello di Salvatore, detto Scintilla, storico luogotenente del boss Michele Zagaria, durante una conversazione intercettata dai carabinieri del Nucleo investigativo di Caserta il 16 maggio 2024.
Nobis commenta una notizia di arresti per compravendita di preferenze elettorali (in Sardegna). Con lui ci sono Costantino Garofalo, fidanzato della figlia, e altri due interlocutori: Ngiulillo e Luciano. Garofalo riferisce di aver raccomandato prudenza al futuro suocero: secondo le informazioni in suo possesso, personale della Dia starebbe osservando le dinamiche della campagna elettorale a Casapesenna.
Mancano poche settimane alle comunali dell’8 e 9 giugno. La discussione fa emergere, nella lettura degli investigatori, l’interesse del gruppo per la competizione. Un orientamento che l’attività di intercettazione riconduce principalmente al sostegno per Casapesenna Viva, la lista di Giustina Zagaria, poi risultata vincitrice.
Nel seguito dell’incontro, Garofalo parla di una persona che starebbe distribuendo favori e opportunità di lavoro, senza farne il nome. Sono i militari a ipotizzare che si riferisca all’allora sindaco Marcello De Rosa.
Nobis racconta poi di aver incontrato il primo cittadino durante un matrimonio e di aver parlato con lui delle elezioni. Secondo il suo resoconto, avrebbe chiesto a De Rosa di non abbandonarlo; il sindaco gli avrebbe risposto richiamando il sostegno ricevuto da Nobis. Garofalo interviene osservando che De Rosa potrebbe reagire diversamente se sapesse dell’intenzione di assegnare le preferenze anche a Michele Diana, candidato al consiglio comunale nella stessa lista.
Un altro elemento riguarda presunte promesse di lavoro fuori Casapesenna, presso una società di trasporti di Gricignano di Aversa. I carabinieri collegano questi discorsi anche a una telefonata del 17 maggio tra De Rosa e un interlocutore non identificato, impegnato nella competizione elettorale a Gricignano. Secondo la loro interpretazione, quel contatto potrebbe offrire un riscontro alla possibilità di procurare impieghi attraverso conoscenze esterne al paese. Si tratta di una ricostruzione investigativa, non della prova che le assunzioni siano avvenute.
Il quadro delineato dagli investigatori è quello di un sostegno prevalente di Nobis e Garofalo alla lista di Giustina Zagaria, con un interesse per le preferenze destinate a Michele Diana, Marcello De Rosa e Federica Cirillo. Garofalo avrebbe inoltre assicurato alcuni voti a Patrizio Fontana, candidato nello schieramento avversario, Rinnoviamo Casapesenna. Nell’ipotesi dei carabinieri, l’obiettivo sarebbe stato mantenere riferimenti in entrambe le liste, indipendentemente dall’esito delle urne.
Emerge anche la richiesta di aiuto rivolta da De Rosa a Garofalo per un comizio programmato il 26 maggio 2024. In un messaggio acquisito dai militari, l’allora sindaco sollecita il suo sostegno per ottenere una partecipazione particolarmente numerosa all’appuntamento elettorale.
Questo spaccato della campagna elettorale è emerso nell’indagine coordinata dai pm Vincenzo Toscano, Vincenzo Ranieri e Alfredo Gagliardi, che ha portato all’arresto di Costantino Garofalo con l’accusa di associazione mafiosa e altri reati.
Secondo la Dda, il giovane avrebbe rappresentato il presunto volto pulito del gruppo Zagaria, da inserire negli ambienti ‘civili’ dell’Agro aversano. Ad affiancarlo, nella ricostruzione accusatoria, ci sarebbe stato Raffaele Nobis, anche lui in carcere. Per Nobis, accusato a sua volta di associazione mafiosa, il Riesame ha annullato la misura relativa a questa contestazione; la detenzione permane per altre vicende contestate dalla Dda.
La questione elettorale non è contestata in questa fase ai due. I candidati citati, per quanto risulta, non sono indagati e sono estranei alle contestazioni che hanno portato alle misure cautelari per Garofalo e Nobis. I loro nomi (quelli di De Rosa, Diana, Fontana, Zagaria e Cirillo) compaiono perché rappresentano gli interlocutori e gli obiettivi politici richiamati nelle conversazioni.
Il racconto degli atti restituisce dunque l’interesse di due presunti appartenenti al gruppo criminale per la politica locale e per i rapporti con gli amministratori. Sono elementi suscettibili di ulteriori approfondimenti della Dda, che non equivalgono, da soli, alla prova di reati o responsabilità dei politici menzionati, ma descrivono uno spaccato delle dinamiche del territorio.
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