Casapesenna, l’ombra della camorra sulle Comunali: la strategia dei voti su due fronti

Le presunte ingerenze elettorali emerse dai summit intercettati dai carabinieri nell’agenzia funebre e a casa Nobis. Garofalo avrebbe raccolto preferenze per Fontana e il fratello di ‘Scintilla’ per De Rosa.

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Nella foto a sinistra in piedi Costantino Garofalo, sotto di lui suo zio Fioravante Garofalo (non indagato). Nella foto centrale l'ex sindaco di Casapesenna Marcello De Rosa, nella foto a destra Raffaele Nobis.
Nella foto a sinistra in piedi Costantino Garofalo, sotto di lui suo zio Fioravante Garofalo (non indagato). Nella foto centrale l'ex sindaco di Casapesenna Marcello De Rosa, nella foto a destra Raffaele Nobis.

Era la primavera del 2024: si sarebbe votato l’8 e il 9 giugno e, un mese prima, in paese la fibrillazione era già alta. Nei piccoli centri le elezioni, occasione di scelta democratica, diventano spesso terreno di rivalità campanilistiche e aspri scontri tra gruppi. In quella tornata, secondo i carabinieri del Nucleo investigativo di Caserta, a rendere ancora più teso il clima si sarebbero mossi anche soggetti ritenuti legati al clan dei Casalesi.

Come? Attraverso figure che, sostengono i militari, avrebbero assunto un ruolo di primo piano nell’attuale struttura della fazione Zagaria. Parliamo di Costantino Garofalo e del suocero Raffaele Nobis (fratello di Salvatore Scintilla, luogotenente del boss ergastolano Michele Zagaria Capastorta): questo loro ipotizzato ‘impegno’ criminale è emerso nell’indagine che lo scorso luglio li ha portati in carcere con le accuse, tra le altre, di associazione mafiosa.

La strategia

Torniamo alle presunte interferenze tra ambienti malavitosi e politica. I carabinieri, monitorando Garofalo e il suocero, avrebbero registrato il loro impegno in favore di candidati presenti nelle due liste contrapposte, RinnoviAmo Casapesenna e Casapesenna Viva. Una strategia che, secondo i militari, avrebbe consentito al gruppo di avere contatti in entrambi gli schieramenti: riferimenti nella maggioranza e sponde nell’opposizione, indipendentemente da chi avesse vinto.

L’indicazione di Garofalo

Un primo episodio risale alla notte tra il 10 e l’11 maggio 2024. Garofalo, presumibilmente nell’ufficio dell’impresa di onoranze funebri da lui gestita, avrebbe incontrato due persone. Mentre contava quella che gli investigatori definiscono un’ingente somma di denaro, avrebbe riferito agli interlocutori che bisognava “portare a Patrizio”.

Attraverso i successivi riscontri, i carabinieri hanno ritenuto che quel nome indicasse l’imprenditore Patrizio Fontana, candidato nella lista RinnoviAmo Casapesenna, guidata da Alessandro Cirillo. Cirillo perderà le elezioni e ‘Patrizio’ non sarà eletto. L’appoggio a Fontana emergerebbe anche da un’altra conversazione del 16 maggio, durante la quale Garofalo avrebbe insistito affinché un uomo destinasse il proprio voto al candidato.

Questa scelta elettorale, però, per gli investigatori sarebbe stata soltanto una parte della strategia. Dalle attività tecniche emergono infatti diversi contatti tra Costantino Garofalo e l’ex sindaco Marcello De Rosa. Quest’ultimo, secondo quanto riportato dai carabinieri, candidato consigliere nella civica Casapesenna Viva, avrebbe chiesto al giovane di mediare con lo zio Fioravante Garofalo, acceso sostenitore della lista di Cirillo.

Il summit a casa Nobis

Se da un lato Garofalo si sarebbe speso per Fontana, dall’altro persone a lui vicine avrebbero assunto impegni anche per candidati della formazione ‘Casapesenna Viva’, guidata da Giustina Zagaria e sostenuta da De Rosa. Sempre con lo stesso presunto obiettivo: avere riferimenti nelle due squadre, qualunque fosse stato l’esito delle urne.

È quanto emergerebbe, dicono gli investigatori, dalla riunione del 16 maggio 2024 nell’abitazione di Raffaele Nobis. All’incontro avrebbero partecipato Costantino Garofalo e altri due uomini indicati nelle intercettazioni come ‘Ngiulillo’ e ‘Luciano’. Da quel summit sarebbe emerso l’orientamento a sostenere Michele Diana e Federica Cirillo, candidati nella lista di Giustina Zagaria (entrambi saranno eletti).

Dal colloquio emergeva anche la convinzione che alla fine avrebbe vinto proprio la squadra di Zagaria. Ma, per i presenti, sarebbe stato comunque utile poter contare su persone vicine anche all’opposizione. “Per noi è buono”, avrebbe commentato Garofalo parlando della possibilità di avere riferimenti in entrambi gli schieramenti.

Un altro elemento che, per i carabinieri, testimonierebbe l’interesse di Nobis per le elezioni è una conversazione del 13 maggio 2024. Raffaele Nobis avrebbe riferito a tale Paolo Martino (non indagato), di poter raggruppare una cinquantina di voti per De Rosa, aggiungendo: “Il sindaco adesso, parlando chiaro chiaro, vuole il rispetto da me… il rispetto te lo vuoi prendere, poi quando vuoi dare venticinque euro a voto?”. Si tratta di parole intercettate e interpretate dagli investigatori, non di fatti già accertati con una sentenza.

L’indagine

Questo spaccato è emerso dall’indagine condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo di Caserta e coordinata dai pm Vincenzo Ranieri, Vincenzo Toscano e Alfredo Gagliardi della Dda di Napoli. Un’inchiesta che ha portato al fermo di Costantino Garofalo, Raffaele Nobis, del fratello di quest’ultimo, Aldo, e di altre cinque persone. Il gip ha poi convalidato le misure cautelari, successivamente annullate in parte dal Riesame per alcuni indagati (Aldo Nobis è libero, mentre per Raffaele i giudici hanno annullato, ai fini cautelari, la misura relativa all’accusa di associazione mafiosa; Garofalo, invece, è ancora in carcere. I tre sono difesi dai legali Paolo Caterino e Giuseppe Stellato).

Il lavoro dei carabinieri avrebbe fatto emergere il presunto ruolo di riferimento assunto da Garofalo in una componente della fazione Zagaria, con il sostegno dei Nobis. Il gruppo, stando all’impianto accusatorio, si sarebbe interessato alle bische clandestine, avrebbe gestito illecitamente il settore delle onoranze funebri e sarebbe stato coinvolto in intimidazioni con ordigni contro attività commerciali.

Nella corposa inchiesta compare anche il presunto interesse della compagine criminale per le dinamiche elettorali, con l’organizzazione del sostegno a candidati collocati in schieramenti opposti. Un’ingerenza che dovrà essere eventualmente approfondita e dimostrata nel corso del procedimento. Se riscontrata, mostrerebbe come ambienti ritenuti dalla Dda vicini alla mafia tentino ancora (lo hanno fatto in passato) di ritagliarsi uno spazio nelle logiche politiche di Casapesenna.

Patrizio Fontana, Michele Diana, Federica Cirillo e Marcello De Rosa, indicati nelle conversazioni come possibili destinatari del sostegno elettorale, non sono tra le persone raggiunte dal decreto di fermo e, per quanto risulta a oggi, non sono indagati per reati di mafia (non sono coinvolti nell’indagine neppure i due candidati sindaco che si sfidarono nel 2024).

Non risulta coinvolto nel provvedimento neppure Fioravante Garofalo, citato nelle carte come sostenitore della lista di Cirillo e sul quale De Rosa avrebbe provato a incidere tramite il nipote. I nomi di politici e sostenitori compaiono perché pronunciati dai soggetti intercettati e nell’ambito delle valutazioni formulate dalla polizia giudiziaria.

Tutte le accuse e le ricostruzioni investigative dovranno superare il vaglio dei giudici. Garofalo, Nobis e gli altri indagati devono essere considerati innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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