Casapesenna, cittadinanza onoraria a Maresca mentre l’Antimafia indaga sulle mire del clan sulla politica locale

La maggioranza della sindaca Giustina Zagaria propone il riconoscimento al magistrato simbolo della lotta ai Casalesi. Ma sullo sfondo pesa l’inchiesta sui presunti tentativi della cosca di influenzare la politica locale, con contatti ricostruiti dagli investigatori anche con esponenti dell’amministrazione.

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Giustina Zagaria, Catello Maresca, Marcello De Rosa e Michele Diana
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CASAPESENNA – L’amministrazione guidata dal sindaco Giustina Zagaria si prepara a una nuova seduta del consiglio comunale e, per definirne gli argomenti, nei giorni scorsi si è riunita la conferenza dei capigruppo. Tra le questioni affrontate spicca una proposta dal forte valore simbolico: conferire la cittadinanza onoraria a Catello Maresca, il magistrato, oggi consigliere comunale a Napoli, ma intenzionato a tornare a indossare la toga, che ha dedicato una parte importante della propria attività alla lotta contro il clan dei Casalesi e, in particolare, contro la fazione guidata da Michele Zagaria. Un riconoscimento che assumerebbe un significato particolare in un momento delicato per Casapesenna, dove le più recenti indagini antimafia hanno fatto emergere nuovi presunti tentativi della cosca di infiltrarsi nella politica locale e negli affari pubblici.

Maresca oggi è anche un uomo impegnato in politica, ma il suo nome resta legato soprattutto agli anni trascorsi alla Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Casapesenna è un territorio che conosce profondamente. Lo ha studiato, scandagliato, ricostruendone rapporti criminali, interessi economici e reti di protezione. È stato tra i magistrati impegnati nella caccia a Michele Zagaria, il boss che per sedici anni riuscì a sottrarsi alla cattura, passando da un nascondiglio all’altro grazie a un sistema di complicità che gli consentiva di muoversi e restare nascosto proprio nella sua terra. La latitanza terminò nel dicembre 2011, quando venne individuato in un bunker sotterraneo a Casapesenna, in via Mascagni.

Il lavoro investigativo non si limitò alla ricerca del capoclan. L’Antimafia si concentrò anche sulla rete di imprenditori, professionisti e colletti bianchi che, secondo le ricostruzioni degli inquirenti, avrebbe sostenuto gli interessi economici dell’organizzazione, garantendo affari, risorse e protezione. È anche per questa conoscenza del territorio e dei meccanismi della cosca che la proposta di conferire a Maresca la cittadinanza onoraria assume un significato particolare. Soprattutto oggi. Perché la recente inchiesta dei carabinieri del Nucleo investigativo di Caserta, diretta dai pubblici ministeri della Dda Vincenzo Ranieri, Alfredo Gagliardi e Vincenzo Toscano, sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Michele Del Prete, ha nuovamente acceso i riflettori sull’operatività del gruppo Zagaria. Secondo gli investigatori, la cosca avrebbe tentato di riaffermare la propria influenza attraverso figure storiche e nuovi protagonisti, tra cui il giovane Costantino Garofalo, finito in carcere in via cautelare con l’accusa di associazione mafiosa.

Le indagini hanno ricostruito non soltanto presunte attività estorsive, ma anche l’interesse di Garofalo per la politica cittadina e per gli appalti comunali. Dalle carte sarebbero emersi contatti con l’assessore Michele Diana e con Marcello De Rosa, dimessosi a giugno dalla carica di vicesindaco e che oggi, pur essendo presidente regionale di Noi di Centro, non ricopre più incarichi amministrativi. Gli investigatori hanno inoltre ipotizzato un sostegno elettorale da parte di Garofalo e del suocero, Raffaele Nobis, anche lui in carcere, non soltanto a Diana e De Rosa, ma anche a Federica Cirillo. Tutti e tre erano stati eletti a giugno con Casapesenna Viva, la lista che ha portato Giustina Zagaria alla guida del Comune. L’attenzione del presunto esponente criminale, secondo la ricostruzione accusatoria, non si sarebbe fermata alla maggioranza. Per ragioni strategiche, Garofalo avrebbe guardato anche alla lista che riteneva perdente, Rinnoviamo Casapesenna, sostenendo Patrizio Fontana, candidato che non è riuscito a ottenere un seggio.

È necessario chiarire che, per quanto ci risulta, gli amministratori citati non sono indagati nell’inchiesta. Le relazioni ricostruite dai carabinieri e gli eventuali sostegni elettorali attribuiti a Garofalo non dimostrano responsabilità penali di chi ne avrebbe beneficiato. Le contestazioni rivolte agli indagati, inoltre, dovranno essere vagliate dai giudici. Resta però il quadro delineato dagli investigatori: il tentativo attribuito a soggetti ritenuti vicini al clan di costruire relazioni nella politica locale e di avvicinarsi agli interessi economici dell’amministrazione. È in questo contesto che la maggioranza guidata da Giustina Zagaria intende portare in Consiglio la proposta di cittadinanza onoraria a Maresca, almeno secondo quanto emerge dal verbale della conferenza dei capigruppo. Un’iniziativa dal significato evidente, che dovrà comunque essere discussa e votata dall’assemblea.

Nella stessa riunione sono stati affrontati anche altri argomenti destinati al consiglio comunale. Tra questi, il regolamento sull’associazionismo. Nell’elenco figurano inoltre il regolamento di funzionamento delle Consulte, uno schema di convenzione, il bilancio consolidato 2025, il Documento unico di programmazione per il triennio 2027-2029, una variazione urgente al bilancio di previsione e un’interrogazione sui lavori nelle scuole medie.

Questioni amministrative che accompagneranno il prossimo confronto nell’aula consiliare. Ma è la proposta di cittadinanza onoraria a Catello Maresca a richiamare maggiormente l’attenzione. Perché Casapesenna è il paese in cui fu stanato Michele Zagaria ed è ancora il territorio sul quale gli investigatori continuano a cercare i segni della presenza del suo gruppo criminale.

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