La notte tra il 6 e il 7 ottobre 2026 è entrata nella storia del calcio. Lionel Messi ha giocato la sua ultima partita con la maglia dell’Argentina, chiudendo un capitolo leggendario. In un’amichevole contro il Benin, disputata in un Monumental gremito e commosso, il capitano ha salutato a modo suo: prima ha segnato un gol, poi ha fornito l’assist per il giovane Nico Paz nel 3-0 finale. Al fischio conclusivo, le lacrime hanno rigato il suo volto mentre riceveva l’abbraccio dei compagni e l’omaggio del suo popolo.
Si è chiusa un’era irripetibile, quella del giocatore più forte di tutti i tempi con la maglia della sua nazionale. Un’epoca culminata con la vittoria della Coppa del Mondo. L’album dei ricordi è denso di emozioni, ma il calcio non si ferma e la Federazione argentina deve già programmare il futuro. Il commissario tecnico Lionel Scaloni, artefice del trionfo in Qatar, sta trattando il rinnovo del contratto e avrà il compito di guidare la transizione, trovando chi possa raccogliere un’eredità tanto pesante.
Il primo nome sulla lista di molti analisti è quello di Nico Paz. Classe 2004, trequartista del Real Madrid, è considerato uno dei talenti più puri del calcio argentino. Il suo stile di gioco, fatto di dribbling, visione e un sinistro educatissimo, lo rende un candidato naturale per il ruolo. Il passaggio di consegne simbolico è già avvenuto proprio nell’ultima partita, con Messi che gli ha servito il pallone per il suo primo gol in nazionale maggiore. Un gesto che sa di investitura.
Un’altra opzione, con caratteristiche molto diverse, è Julián Álvarez. L’attaccante dell’Atlético Madrid non è un fantasista, ma un finalizzatore spietato, un centravanti moderno che unisce tecnica e aggressività. Ha già dimostrato di poter essere decisivo, sostituendo Leo in alcune partite di qualificazione al Mondiale e dimostrando grande personalità. La sua candidatura aprirebbe a un’Argentina diversa, meno dipendente dal genio individuale e più orientata al collettivo. Il suo futuro nel club è incerto, ma in nazionale rappresenta una solida certezza.
Chi invece, per ruolo e movenze, ricorda più da vicino la Pulce è Franco Mastantuono. Il suo trasferimento estivo alla Fiorentina è stato visto come un passo fondamentale per la sua crescita in un campionato tattico come la Serie A. Se troverà continuità, le sue qualità potrebbero esplodere definitivamente. Ha già scritto un pezzo di storia, diventando il più giovane esordiente con la maglia numero 10 della Selecciòn, superando persino un record che apparteneva a Diego Armando Maradona.
La sfida per Scaloni e per l’intera Argentina sarà enorme. Non si tratterà solo di sostituire un calciatore, ma di trovare un nuovo leader carismatico, un faro tecnico ed emotivo per un’intera generazione. Paz, Álvarez e Mastantuono rappresentano tre percorsi diversi, tre modi di interpretare il futuro. Su di loro poggiano le speranze di un popolo che, dopo aver salutato il suo re, attende l’ascesa di un nuovo principe.






