Alberto Aquilani ha vissuto una breve ma intensa parentesi con la maglia del Milan nella stagione 2011-12. Il club rossonero, fresco vincitore dello scudetto, lo ha accolto in una squadra ricca di campioni come Seedorf, Ambrosini e Ibrahimovic. Per il centrocampista, all’epoca ventisettenne, ha rappresentato un’importante occasione di rilancio dopo l’esperienza al Liverpool.
Il suo arrivo a Milano è avvenuto con la formula del prestito dal club inglese. L’amministratore delegato Adriano Galliani ha impostato un’operazione che prevedeva un obbligo di riscatto fissato a 6 milioni di euro, a condizione che il giocatore disputasse almeno 25 partite ufficiali nel corso della stagione. Le sue prime dichiarazioni sono state ambiziose, evocando la pesante eredità di Andrea Pirlo.
Sotto la guida di Massimiliano Allegri, l’impatto di Aquilani è stato eccellente. Schierato sia come mezzala che come trequartista, ha dimostrato subito le sue qualità, fornendo un assist al debutto contro la Lazio e segnando un gol contro il Napoli. Nella prima parte del campionato ha giocato con continuità, totalizzando un gol e sei assist fino a Natale.
A dicembre, con 18 presenze già accumulate tra campionato e Champions League, il riscatto sembrava una pura formalità. A gennaio, però, un grave infortunio alla caviglia ha cambiato radicalmente il corso degli eventi. Lo stop, inizialmente stimato in un mese, si è protratto per quasi tre, vanificando i tentativi di una terapia conservativa.
Aquilani è tornato in campo soltanto a marzo, ma la lunga assenza ne ha compromesso la condizione fisica. Allegri ha iniziato a preferirgli altre soluzioni tattiche, come Emanuelson, e il suo impiego si è fatto sporadico. A metà aprile, il suo conteggio delle presenze si è fermato a 22,5, a causa di una clausola che valutava le apparizioni da subentrato come mezza partita.
La dirigenza del Milan, con Galliani in testa e in accordo con l’allenatore, ha preso la decisione di non far raggiungere al giocatore la soglia delle 25 presenze per evitare l’esborso economico. Lo stesso Aquilani ha raccontato in seguito di un colloquio con Galliani, apprezzandone la schiettezza ma sottolineando il disappunto del Liverpool, che si è sentito aggirato.
L’ultima sua partita in rossonero è stata contro il Novara, nel giorno degli addii di leggende come Inzaghi, Nesta e Gattuso. Nell’estate del 2012, Aquilani si è trasferito a parametro zero alla Fiorentina, dove ha disputato tre stagioni di ottimo livello, ritrovando la continuità che a Milano gli era mancata.








