Studenti in corteo per salvare il Mattei: “No all’abbattimento del plesso in via Settembrini e allo smembramento delle sedi”

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Protesta per il Mattei a Caserta
Protesta per il Mattei a Caserta
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CASERTA – Centinaia di studenti sono scesi in piazza questa mattina a Caserta per manifestare contro l’abbattimento della sede storica dell’istituto professionale “Enrico Mattei” in via Settembrini e contro la conseguente frammentazione della popolazione scolastica in più sedi periferiche. Il lungo e rumoroso corteo, partito dall’area dell’ex Macrico, ha attraversato Corso Trieste e le principali arterie del centro cittadino prima di raggiungere Piazza Prefettura, provocando inevitabili ripercussioni sul traffico urbano ma svolgendosi in un clima del tutto pacifico. Sotto i riflettori c’è il destino di uno dei plessi scolastici più noti del capoluogo, divenuto nel corso degli anni un punto di riferimento per l’impegno civile e la creatività giovanile. La facciata dell’edificio di via Settembrini è stata per lungo tempo il simbolo di importanti campagne di sensibilizzazione sociale e ambientale curate dagli stessi alunni, tra cui il celebre poster “Creati per esser liberi” contro lo sfruttamento degli animali in gabbia – con la rielaborazione della Creazione di Michelangelo – o le tante affissioni dedicate alla memoria di don Peppe Diana, al contrasto alla ludopatia, alla lotta contro la violenza di genere e alla denuncia dei roghi nella Terra dei Fuochi. I ricordi di quelle stagioni di fermore culturale si scontrano oggi con la dura realtà dei problemi edilizi ed emergenziali.

Il “Mattei”, recentemente accorpato all’Istituto Alberghiero “Ferraris”, è stato chiuso definitivamente lo scorso luglio per inagibilità. La Provincia di Caserta, ente proprietario dell’immobile, ha riscontrato l’impossibilità di procedere con semplici lavori di adeguamento o ristrutturazione su una struttura di circa sessant’anni fa, segnata da gravi e irrisolvibili carenze statiche. Dopo un lungo percorso di analisi tecniche e perizie, l’amministrazione provinciale ha individuato nella demolizione e nella successiva ricostruzione ex novo l’unica strada praticabile. La decisione ha causato la riorganizzazione dell’attività didattica per circa 1.500 studenti, che dall’inizio del nuovo anno scolastico si trovano smistati e decentralizzati su tre diverse sedi: il blocco principale è stato aggregato al plesso del “Ferraris” nella frazione di Centurano, mentre altre classi sono state dislocate tra la frazione di Puccianiello, nella zona nord di Caserta, e gli immobili dell’area ex Saint Gobain, al confine meridionale del territorio cittadino. Una frammentazione che sta creando forti disagi logistici alle famiglie e all’organizzazione delle lezioni.

Al fianco degli studenti in marcia verso il Palazzo di Governo era presente anche il dirigente scolastico Roberto Papa, che ha ribadito la necessità di risposte rapide e trasparenti da parte degli enti preposti. Pur prendendo atto delle motivazioni di sicurezza che hanno portato alla chiusura del fabbricato originario, il preside e la comunità scolastica chiedono alla Provincia di limitare i disagi per gli alunni, riducendo le sedi di destinazione da tre a due plessi coordinati. Una delegazione di studenti e docenti è stata infine ricevuta in Prefettura per illustrare formalmente le criticità della vertenza, con l’auspicio di ottenere garanzie concrete sui tempi di abbattimento, sulla ricostruzione dell’edificio e sulla continuità del percorso formativo.

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Antonio Casapulla
Giornalista dal 1992, marito e padre. Ama il basket americano, l'antropologia culturale, i fumetti degli anni Ottanta e il cibo della tradizione contadina casertana. Nel corso della sua carriera ha seguito con grande professionalità soprattutto le vicende relative alla criminalità organizzata in provincia di Caserta, maturando un'esperienza sul campo che fa di lui, oggi, uno dei maggiori esperti della storia del clan dei Casalesi in Italia. Nel corso degli anni si è occupato di politica, sport e problematiche del territorio, tanto nelle città quanto nei piccoli centri di provincia, dove la copertura informativa è spesso carente. Insomma, è uno in grado di tirare fuori notizie interessanti anche in quei luoghi nei quali, apparentemente, non si muove una foglia.

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