L’Associazione Italiana Arbitri si prepara a eleggere il suo nuovo presidente per il biennio che si concluderà nel 2028. L’Assemblea Elettiva si è resa necessaria in seguito alla squalifica di 13 mesi inflitta a Carlo Zappi, la cui richiesta di sospensiva è stata respinta dal Tar del Lazio, confermando lo svolgimento delle votazioni.
Tre candidati si contenderanno la guida dell’associazione: Francesco Massini, vicepresidente vicario reggente dopo la decadenza di Zappi; Carlo Pacifici, già presidente dal 2022 al 2024; e Narciso Pisacreta, ex vicepresidente durante la presidenza Nicchi. La sfida a tre rappresenta un evento quasi unico nella storia recente dell’AIA, solitamente caratterizzata da duelli.
Il corpo elettorale sarà composto da 950 delegati, tra cui Presidenti di Sezione, delegati regionali e dirigenti benemeriti, che esprimeranno il proprio voto online. Per l’elezione al primo scrutinio sarà richiesta la maggioranza assoluta (50% più uno dei voti). In assenza di un vincitore, si procederà a un ballottaggio tra i due candidati più votati.
Questa elezione segna un momento di forte instabilità per il mondo arbitrale, che si appresta ad avere il suo quarto presidente diverso negli ultimi cinque anni, dopo Alfredo Trentalange (eletto nel 2021), lo stesso Pacifici (2023) e Zappi (2024).
I programmi dei candidati si sono concentrati su tre temi cruciali: professionismo, tecnologia e tutela della classe arbitrale. Sul tema del professionismo, Massini ha proposto di riconoscere la dignità lavorativa degli arbitri con contratti adeguati. Pacifici ha sottolineato l’importanza di costruire l’élite partendo dalla base e collaborando con UEFA, FIFA e istituzioni, mentre Pisacreta ha insistito sulla necessità di tutele economiche e previdenziali.
Riguardo a VAR e tecnologia, Massini si è detto favorevole a sperimentare un sistema di “challenge” per le società. Pacifici ha auspicato un percorso di innovazione condiviso con gli organi internazionali, mentre Pisacreta, pur ribadendo la centralità dell’arbitro di campo, ha suggerito un “conto alla rovescia” prima di ammonire per proteste.
Infine, sulla credibilità e la lotta alla violenza, Massini ha invocato la separazione tra politica e tecnica e la videosorveglianza obbligatoria. Pacifici ha puntato su comunicazione aperta, steward e bodycam. Pisacreta ha proposto un’azione legale sistematica contro gli aggressori e una campagna di sensibilizzazione per far percepire l’arbitro come una figura da proteggere.







