L’Inter ha ripreso il campionato dopo la sosta per le nazionali con una prestazione convincente. La squadra ha superato con un netto 3-0 il Parma, ottenendo la prima partita stagionale a San Siro senza subire reti e offrendo una prova di grande solidità difensiva.
Se il reparto arretrato ha concesso pochissimo agli avversari, è soprattutto il potenziale offensivo a impressionare e a lanciare un segnale chiaro alle rivali per il titolo. Contro i ducali, sono andati a segno Marcus Thuram, Hakan Calhanoglu e altri compagni, portando il totale dei marcatori stagionali a una cifra notevole.
Nelle prime sei giornate di Serie A, infatti, ben dieci calciatori diversi della rosa sono riusciti a trovare la via del gol. Un dato statistico che pone l’Inter ai vertici europei per coralità offensiva, un traguardo eguagliato nei cinque principali campionati solo dal Brighton. La capacità di andare a segno con tanti uomini diversi dimostra la fluidità di una manovra che coinvolge tutti gli effettivi.
La lista dei marcatori testimonia questa ricchezza di soluzioni. Oltre a Thuram e Calhanoglu, hanno già iscritto il proprio nome nel tabellino Lautaro Martinez, attuale capocannoniere della squadra, Federico Dimarco, Denzel Dumfries, Davide Frattesi, Henrikh Mkhitaryan, Marko Arnautovic, Carlos Augusto e Nicolò Barella.
Questa straordinaria varietà di finalizzatori rappresenta un record stagionale in Serie A e un primato condiviso in Europa, ma curiosamente non è il miglior risultato nella storia recente del club. Esiste infatti un precedente ancora più significativo, che appartiene sempre a una squadra allenata da Simone Inzaghi.
Nella stagione 2021/2022, dopo le prime sei partite di campionato, l’Inter era riuscita a mandare in rete addirittura undici giocatori diversi. In quell’occasione, la cooperativa del gol includeva Edin Dzeko, Lautaro Martinez, Joaquin Correa, Milan Skriniar, Ivan Perisic, Matteo Darmian, Hakan Calhanoglu, Matias Vecino, Federico Dimarco, Nicolò Barella e Arturo Vidal.
Il dato attuale, sebbene leggermente inferiore a quel record interno, conferma una tendenza chiara del gioco di Inzaghi, basato sulla partecipazione collettiva alla manovra offensiva. La capacità di distribuire il peso dell’attacco su più uomini costituirà un’arma fondamentale per le ambizioni dei nerazzurri, rendendo la squadra meno prevedibile e più difficile da affrontare nel lungo percorso verso lo Scudetto.





