Inter, l’ex Sommer vince il duello con Martinez

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Cronache Mercato
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È stata una partita nella partita, vinta con una prestazione maiuscola in uno stadio che per lungo tempo è stato il suo. Yann Sommer era un osservato speciale di Inter-Club Brugge, non solo perché lasciato libero in estate a parametro zero dai nerazzurri, ma perché dall’altra parte c’era colui a cui ha lasciato il posto: Josep Martinez. Ai punti, nonostante il 4-3 finale per i belgi, a uscire vincitore dal confronto a distanza è stato proprio il grande ex.

La serata del portiere svizzero è iniziata subito bene, con interventi efficaci su Diouf e Lautaro che hanno dimostrato la sua reattività. Ha poi avuto fortuna quando un potente tiro di Calhanoglu si è stampato sulla traversa, mentre non ha potuto fare nulla sulla conclusione ravvicinata di Lautaro che ha fissato il punteggio sul momentaneo 1-1.

Nella ripresa, però, Sommer ha mostrato sprazzi del suo miglior repertorio. Al 56esimo, Lautaro si è trovato solo davanti a lui dopo un rimpallo favorevole, ma il portiere lo ha ipnotizzato e con un intervento di piede ha deviato un tiro a botta sicura, compiendo un vero miracolo.

Un piccolo neo nella sua prestazione è arrivato in occasione del 3-2 dell’argentino, nato da una sua respinta centrale su un tiro di Sucic. Tuttavia, si è riscattato con la parata più importante e sottovalutata della serata. All’87esimo, pochi istanti prima del decisivo 4-2 di Vermant, ha bloccato una difficile volée di Lautaro, frenando sul nascere le speranze di rimonta interiste. Sul gol del definitivo 4-3 di Bonny non ha avuto colpe.

Una prestazione “da Inter”, che ha reso ancora più evidente il paragone con Josep Martinez. La solidità dello svizzero si è infatti contrapposta a una serata in cui il portiere spagnolo ha commesso un altro grave errore di valutazione, dopo quello tecnico di Madrid contro Valverde.

Questa volta l’errore è stato di lettura: un’uscita spericolata a 40 metri dalla porta per aiutare Dimarco ha spianato la strada al 2-1 di Tresoldi. Nonostante alcune buone parate tra i pali, l’incertezza mostrata in un momento chiave ha sollevato dubbi sulla sua adeguatezza per un club come l’Inter, facendo inevitabilmente rimpiangere la sicurezza del suo predecessore.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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