Ignazio Abate ha completato la sua evoluzione tattica, schierando il Torino con il 4-4-2 fin dal primo minuto contro l’Udinese. Questa scelta, annunciata dopo la trasferta di Bologna, è il risultato di tre settimane di lavoro durante la sosta del campionato.
L’allenatore aveva espresso il suo favore per la difesa a quattro e il lavoro svolto ha permesso di consolidare un nuovo modulo. L’assetto si è rivelato vincente in una partita definita “complicatissima” contro una squadra “fisica, intensa, strutturata”, battuta sul proprio campo.
Il percorso di cambiamento era già iniziato in modo meno evidente, con esperimenti che avevano dato buoni frutti nei secondi tempi delle gare contro Fiorentina e Bologna. Con Belghali terzino destro, Rodriguez a sinistra e la coppia centrale formata da Coco e Comuzzo, il tecnico ha dato una nuova impronta alla squadra.
Contro l’Udinese, la scelta è ricaduta su un centrocampo dinamico, capace di attaccare gli spazi e supportare le due punte. Abate ha sottolineato come il 4-4-2 permetta di schierare Cacciamani nel suo ruolo naturale e di affiancare un partner a “il Cholito”, che in questo modo si trova più a suo agio. Vlasic e Oristanio, invece, hanno potuto alternare il movimento tra l’esterno e il centro del campo.
Tuttavia, la scelta del 4-4-2 non rappresenta una soluzione definitiva. L’allenatore ha più volte dimostrato di non essere legato a un unico modulo, preferendo adattare l’assetto tattico all’avversario e alle caratteristiche dei giocatori a disposizione.
“Nelle ultime partite avevo la sensazione che eravamo poco propensi a invadere lo spazio”, ha spiegato Abate, confermando la volontà di cercare “l’incastro giusto” di volta in volta. La rosa ampia, arricchita dagli innesti di Bragança, Mandragora e Fitz-Jim, offre numerose opzioni a centrocampo e in attacco.
L’obiettivo, secondo il tecnico, è trovare un equilibrio tra il possesso palla e l’efficacia offensiva. “Se metti in campo sei attaccanti non diventi per forza più offensivo”, ha commentato, evidenziando come la differenza la facciano la “rabbia nell’attaccare gli spazi” e la disponibilità al sacrificio.
La solidità difensiva è rimasta un punto fermo, ma Abate ha chiesto ai suoi giocatori di migliorare nella gestione dei momenti della partita. Un esempio è stato il gol del pareggio subito dall’Udinese al 43′, un momento in cui, secondo l’allenatore, la squadra avrebbe dovuto gestire il vantaggio con maggiore malizia e attenzione.
Al di là della tattica, l’aspetto fondamentale per il tecnico è stato l’atteggiamento. La squadra ha dimostrato carattere e determinazione, un segnale che l’allenatore ritiene sia stato colto e apprezzato anche dai tifosi.






