La trasferta di Champions League a Vila-Real ha messo in luce una profonda frattura tra l’allenatore del Napoli, Massimiliano Allegri, e il suo giocatore più rappresentativo, Kevin De Bruyne. Durante una partita complicata contro il Villarreal, la comunicazione tra la panchina e il campo si è interrotta nei momenti più critici, lasciando la squadra in balia degli avversari.
Per lunghi tratti del primo tempo, il tecnico ha cercato insistentemente di richiamare l’attenzione del fantasista belga, urlando il suo nome per invitarlo ad arretrare il proprio raggio d’azione. L’idea tattica era di affidargli l’impostazione del gioco dalla regia, per creare nuove soluzioni offensive e liberare McTominay in una posizione più avanzata e vicina alla porta.
De Bruyne, tuttavia, ha palesemente ignorato le indicazioni. Non ha cercato il contatto visivo con il suo allenatore e, al contrario, ha continuato a gesticolare e a lamentarsi con i compagni, indicando la porta avversaria. La sua intenzione era chiara: rimanere sulla trequarti, zona in cui riteneva di poter essere più incisivo e determinante per la squadra. Questa aperta divergenza ha provocato la plateale frustrazione dell’allenatore.
Al termine dell’incontro, Allegri ha cercato di minimizzare l’episodio davanti ai microfoni, liquidandolo con un diplomatico ‘Non ci siamo capiti’. La realtà descritta dalle immagini, però, è quella di una tensione molto alta tra i due, un segnale preoccupante per l’ambiente. Il malcontento del tecnico non sarebbe comunque rivolto solo al campione belga.
Nel mirino ci sarebbero anche altri leader dello spogliatoio, i cosiddetti ‘senatori’, che non hanno fornito la prestazione attesa. L’allenatore aveva fatto appello a un maggior senso di responsabilità dopo la sconfitta di Firenze, ma la reazione della squadra è sembrata svanire dopo l’unica parentesi positiva, la vittoria contro il Frosinone.
Rientrata in città, la squadra si è diretta subito dall’aeroporto al centro sportivo di Castel Volturno. Allegri ha avuto così l’opportunità di analizzare a mente fredda con il gruppo tutti gli errori commessi e i numerosi momenti in cui la formazione si è mostrata fragile e disunita.
Il futuro immediato del Napoli è ora appeso alle prossime due sfide, contro Venezia e Bodø/Glimt, diventate decisive per il prosieguo della stagione. Lo stesso tecnico ha lanciato un avvertimento molto chiaro: ‘Se non cambiamo atteggiamento, a Venezia usciamo con le ossa rotte’. Per il club è un momento cruciale, senza più alcun margine di errore.






