Milan, l’agente di Santiago Gimenez accusa la società

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Rafaela Pimenta, agente di Santiago Gimenez, è intervenuta ai microfoni di TNT Sports México, offrendo una lettura severa della passata esperienza dell’attaccante al Milan. Le sue parole hanno delineato un quadro di forte instabilità societaria, indicata come la causa principale delle difficoltà incontrate dal suo assistito durante la sua permanenza in rossonero.

L’agente ha prima espresso grande soddisfazione per il recente trasferimento del giocatore, definendo l’operazione “una delle mie tre mosse preferite di sempre”. Ha descritto la nuova squadra, il Porto, come l’ambiente ideale per il calciatore in questo momento della sua carriera, una “coppia perfetta” dove sta vivendo l’esperienza molto bene, fattore che ritiene cruciale per rendere al meglio in campo.

Successivamente, l’intervista ha preso una piega più critica analizzando il periodo milanista. “Non possiamo dimenticare la storia di Santi”, ha affermato Pimenta, ricostruendo le tappe del suo inserimento. “È arrivato al Milan a metà stagione, e non è mai facile integrarsi in un gruppo a gennaio. È completamente diverso dall’iniziare un percorso a inizio anno. Si è trattato di un cambiamento radicale: un altro Paese, una nuova lingua, una cultura differente e uno stile di calcio molto diverso”.

Il punto cruciale, secondo la procuratrice, è stato il caos a livello dirigenziale e tecnico che ha travolto il club in quel periodo. “Poco dopo il suo arrivo, l’allenatore se n’è andato e tutta la dirigenza è cambiata. Poi è cambiata di nuovo l’anno successivo”, ha spiegato l’agente. “In queste condizioni, la continuità diventa impossibile, semplicemente impossibile”.

Pimenta ha insistito su questo aspetto, descrivendo un ambiente strutturalmente poco favorevole all’inserimento di un nuovo elemento. “Quando un club, come era il Milan in quel momento, non possiede una struttura stabile, è estremamente difficile per un giocatore trovare il giusto adattamento. Questo vale specialmente per uno straniero appena arrivato, che necessita di punti di riferimento precisi”.

L’agente ha anche accennato a dinamiche interne quasi “politiche”, dove le nuove figure dirigenziali tendono a criticare le decisioni e l’operato di chi le ha precedute. In questo clima di assestamento e critica, ha sostenuto, “penso che Santi fosse coinvolto in una situazione che andava ben oltre le sue prestazioni sportive”.

La conclusione della sua analisi è stata netta e ha minimizzato il ruolo degli infortuni. Per Rafaela Pimenta, i problemi dell’attaccante sono nati altrove. “Non credo che abbia avuto solo problemi fisici”, ha chiosato. “Secondo me, semplicemente, non gli sono state concesse le giuste opportunità per potersi esprimere al meglio e dimostrare pienamente il suo valore”.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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