Salisburgo, ecco il segreto del suo settore giovanile

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Cronache sport calcio
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Il Salisburgo è stato per anni un laboratorio di calcio capace di lanciare talenti come Haaland e Mané. Per tornare a vincere, il club punta ancora sul suo celebre settore giovanile. Manfred Pamminger, responsabile dell’Academy, ha svelato i segreti di un modello che mette il club e la sua filosofia prima di tutto.

La caratteristica principale cercata è l’intensità. “Dobbiamo essere intensi e coraggiosi, giocare in avanti, prendere rischi”, ha affermato Pamminger. Il gegenpressing è un punto di forza e l’identità di gioco è la base su cui si costruisce il percorso del giovane.

Il sistema poggia su scouting e sviluppo. La ricerca dei talenti è globale e progressiva per età. A differenza di altri club, la linea guida è unica. “Sappiamo come vogliamo giocare e che tipo di giocatori ci servono”, ha sottolineato Pamminger. Gli allenatori non impongono il proprio stile ma applicano quello del club, iniziando un percorso formativo dalle categorie più piccole.

Lo scenario dello scouting è però diventato più complesso a causa della concorrenza, soprattutto dei club di Premier League. “Dieci anni fa c’erano pochi club rapidi nello scouting, ora sono molti di più”, ha ammesso Pamminger. Aree come l’Africa occidentale sono ora presidiate dai club inglesi, favoriti anche dalle regole post-Brexit.

Per mantenere un vantaggio, il Salisburgo usa tecnologia e dati, raccogliendo statistiche fino all’Under 14. Uno strumento chiave è il SoccerBot360, un simulatore che misura abilità tecniche e cognitive. Un giocatore in prova può essere scartato se non supera questo test, perché fornisce indicazioni sulla comprensione del gioco e la gestione dello stress.

Un passaggio cruciale è il Liefering, la squadra B che milita nella seconda divisione austriaca. È la più giovane d’Europa, un’Under 19 che si confronta in un campionato fisico, accelerando la maturazione degli atleti. Un esempio è Jannik Schuster, difensore del 2006 che dopo il Liefering è diventato titolare al Brentford in Premier League.

Pamminger ha espresso perplessità sul modello italiano, evidenziando il divario tra Primavera e prime squadre. “Senza una squadra B il salto è enorme”, ha dichiarato. Ha poi svelato un retroscena: “L’Inter voleva Benjamin Sesko quando aveva 15 anni. Per nostra fortuna, scelse di venire da noi”.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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