Inter, Chivu insiste: il pressing alto non si tocca

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Cronache sport calcio
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La sconfitta contro il Bruges ha complicato il percorso dell’Inter in Champions League, mettendo in luce un persistente squilibrio. La squadra si è dimostrata efficace in fase offensiva, ma ha palesato notevoli fragilità difensive, un problema che gli errori individuali, come l’uscita a vuoto di Josep Martinez sul gol del 2-1, non riescono a spiegare completamente.

Le difficoltà sistemiche, spesso mascherate in campionato dalla superiorità tecnica, emergono con prepotenza in Europa. Il livello e il ritmo più alti della Champions League richiedono un’applicazione costante che la squadra non ha ancora trovato, trasformando il senso di invincibilità accumulato in Italia in un’arma a doppio taglio.

Secondo il tecnico Cristian Chivu, il problema principale risiede nell’atteggiamento e non nell’impostazione tattica. L’allenatore lo ha ribadito alla squadra: il calcio si gioca in due fasi. Se il lavoro con il pallone è curato, manca la necessaria ferocia quando la palla è in possesso degli avversari, un elemento cruciale per rendere efficace il suo gioco aggressivo e verticale.

L’Inter ha dimostrato di saper applicare questi concetti, come nella recente partita contro il Parma, ma non riesce a farlo con continuità. La mancanza di determinazione nei duelli e nell’aggressione delle seconde palle è stata una delle cause principali della sconfitta.

Nonostante le criticità, Chivu ha deciso di non fare passi indietro. La sua idea di gioco, basata su un pressing alto e costante, rimarrà il pilastro della squadra. La scelta è quasi obbligata: la rosa non dispone di difensori specializzati nel difendere con un baricentro basso, ad eccezione dell’infortunato Stones, acquistato proprio per aggiungere stabilità.

L’obiettivo sarà quindi quello di allenarsi per eseguire le pressioni con maggiore efficacia e migliorare l’organizzazione sulle marcature preventive. Il sistema non verrà cambiato, ma perfezionato nell’applicazione.

I numeri in Champions League sono stati impietosi. Nelle due sconfitte contro Real Madrid e Bruges, l’Inter ha incassato sei gol, concedendo almeno altre dieci nitide occasioni da rete. Un dato che evidenzia sbandamenti periodici, molto meno frequenti in campionato dove, pur avendo subito otto reti in sei giornate, i pericoli corsi sono stati inferiori.

Anche sul gol subito contro i belgi, nato da un contropiede su calcio d’angolo a favore, l’organizzazione preventiva con tre uomini era corretta, ma l’errore tecnico di Zielinski nell’anticipo ha vanificato tutto, scatenando la corsa di Forbs.

Con questa sconfitta, l’obiettivo della qualificazione diretta, che Chivu aveva stimato a 16 punti, appare ora molto difficile. La squadra potrebbe dover affrontare i playoff, ma il vero traguardo sarà ritrovare equilibrio e solidità mentale.

L’ansia da prestazione europea sembra infatti giocare un ruolo determinante, aumentando la frenesia e il numero di errori individuali. Lo dimostrano non solo le disattenzioni difensive, ma anche le occasioni fallite in attacco da Lautaro Martinez e Pio Esposito, che avrebbero potuto cambiare l’esito della partita.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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