L’allenatore Sérgio Conceição, ex calciatore della Lazio e padre dell’attaccante esterno bianconero Francisco, ha parlato in una lunga intervista concessa a La Gazzetta dello Sport. Il tecnico portoghese ha confermato la sua presenza allo stadio per la sfida tra Juventus e Lazio, un incrocio dal sapore speciale per la sua storia personale. “Sarò allo stadio a vedere la partita”, ha affermato. “Se fossi a casa farei il tifo per Francisco, perché la famiglia viene prima di tutto, ma allo stadio vedremo”.
Il focus dell’intervista si è poi spostato sulla situazione del figlio in bianconero, a partire dal recente sfogo al momento di un cambio durante una partita di Europa League. “Partiamo da un principio chiaro: l’allenatore ha sempre ragione”, ha premesso Conceição. “Se Spalletti ha pensato che fosse meglio fare quella sostituzione, avrà avuto i suoi motivi. Tuttavia, va anche capita la frustrazione di un calciatore che voleva dare di più e si sentiva in partita”.
Secondo il suo punto di vista da allenatore, una reazione del genere non è necessariamente negativa. “Nel mio gruppo voglio sempre un giocatore che ha personalità e si arrabbia per una sostituzione, piuttosto di uno a cui non importa nulla. Sono episodi che si vedono spesso nel calcio; magari non sono bellissimi da vedere, ma non vanno nemmeno ingigantiti oltre misura”.
Conceição ha poi affrontato il tema del rendimento del figlio, spesso criticato per lo scarso bottino di reti. “Su Chico si è creata una narrativa che non mi piace: lui è un’ala, non un centravanti. Tutto il lavoro che fa per la squadra, sia a livello offensivo che difensivo, non viene valorizzato abbastanza. Crea superiorità numerica, corre, dribbla e apre spazi preziosi per i compagni”.
L’analisi si è fatta ancora più tagliente. “Quando gioca bene o realizza un gol, si dice sempre che può e deve dare di più. Se invece non segna, piovono critiche. Va bene usare il bastone, ma ogni tanto non farebbe male anche un po’ di carota. E non parlo da papà, questo è il mio giudizio da tecnico, e tenete presente che l’ho anche allenato in passato”. Ha poi aggiunto con una risata: “Da padre, invece, mi arrabbio con lui ogni volta che tira e non segna”.
Infine, non sono mancate parole di stima per il tecnico della Juventus, Luciano Spalletti. “Credo che Luciano sappia di avere un gruppo di qualità, ma ancora molto giovane. Per questo motivo prova a variare spesso, alla ricerca di un’identità e di un equilibrio per la squadra. Poi è naturale che servano i risultati. Ma Spalletti a me piace molto: è un tipo metodico, sa lavorare con i giovani e far capire loro cosa significhi realmente giocare per la Juventus”.



