L’allenatore della Juventus, Luciano Spalletti, ha presentato in conferenza stampa la sfida contro la Lazio, sottolineando la qualità degli avversari e analizzando i dubbi di formazione che lo accompagneranno fino al fischio d’inizio. Il tecnico ha iniziato elogiando il lavoro svolto finora da Gattuso sulla panchina biancoceleste.
“Va sottolineato il lavoro di Gattuso per quelli che erano i discorsi che si facevano inizialmente”, ha affermato Spalletti, definendolo il più bravo di questo avvio di stagione. Ha descritto la Lazio come una squadra quadrata e pericolosa, con individualità dirompenti come Frattesi, un giocatore che conosce bene e capace di fare molte cose. La Juventus dovrà quindi essere forte e precisa nelle scelte per affrontare un avversario di tale livello.
Il tecnico ha poi affrontato il tema del suo temperamento, definendolo non nervosismo ma “simpatia selettiva”. Ha spiegato che avere un certo tipo di atteggiamento lo aiuta a trovare più energia e a trasferirla ai calciatori, che osservano ogni sua reazione. Riguardo alla squalifica, ha chiarito di non aver cercato lo scontro e di accettare la decisione, pur confermando che si metterà in contatto telefonico con la squadra durante l’intervallo, affidandosi pienamente al suo vice Domenichini per la gestione dalla panchina.
Il cuore della conferenza ha riguardato le scelte di formazione, con un “dilemma” in attacco. La questione principale è se schierare contemporaneamente Woltemade e Kolo Muani, due giocatori con grande forza e impatto. L’allenatore ha spiegato che una tale scelta ridurrebbe le opzioni per cambiare la partita a gara in corso, dato che anche Nico Gonzalez e Gatti rappresentano alternative importanti in quel reparto.
“Non esistono titolari e riserve, è un modo limitato di ragionare”, ha ribadito, evidenziando come ogni giocatore debba essere pronto a cogliere l’opportunità, come successo a Woltemade, che dopo essere rimasto sorpreso per una scelta a Cagliari ha poi segnato a Vigo. La decisione finale richiederà una riflessione approfondita, bilanciando l’undici iniziale con le possibili mosse successive.
Spazio anche per commenti su altri singoli. Boga ha circa mezz’ora di autonomia nelle gambe, mentre Zhegrova ha mostrato lampi di imprevedibilità che meriterebbero più spazio, ma il suo impiego richiede un attento equilibrio tattico. Infine, ha tessuto le lodi di Sarr, definendolo un “calciatore totale” per la sua capacità di ricoprire più ruoli, paragonandolo per caratteristiche a Thuram e McKennie.
In conclusione, Spalletti ha affrontato il tema della pressione che circonda la Juventus, descritta come un campo di “sabbie mobili” da cui è facile essere risucchiati. Ha ribadito la sua piena fiducia nel gruppo, definito sano e forte, e si è detto convinto che i risultati arriveranno perché la squadra è sulla strada giusta, mostrando dedizione e la corretta mentalità.



