Francesco Totti ha presentato la sua nuova autobiografia, “Oltre”, durante un evento al Teatro Brancaccio di Roma, di fronte a familiari, amici e circa trecento tifosi. L’ex capitano giallorosso si è aperto in un lungo e toccante racconto, affrontando i temi più delicati della sua vita personale e professionale.
Il punto di partenza è stato il suo addio forzato alla Roma, un evento che ha paragonato a una morte. “Sotto un certo punto di vista sono morto. È stato un momento che non volevo e non sentivo”, ha spiegato Totti. “Sapevo che prima o poi sarebbe dovuto succedere, ma è stato doloroso, diverso da come l’avevo pensato. Non riuscivo a capacitarmi e mi sono sentito perso”. Ha poi confidato una paura più profonda: “Oggi ho paura della morte. È un pensiero che aleggia su di me”.
Il racconto si è riempito di commozione quando ha ricordato le persone scomparse che hanno segnato la sua vita, come l’amico Siniša Mihajlović e soprattutto il padre Enzo. L’ex numero 10 non ha trattenuto le lacrime sul palco parlando del genitore. “Era il fulcro di tutto. Mi ha insegnato l’educazione, il rispetto. Quando è andato via, mi sono sentito perso di nuovo, come il 28 maggio. È un dolore che solo io conosco. Pagherei oro per avercelo vicino e dirgli ‘ti voglio bene'”.
Con la stessa sincerità, Totti ha affrontato il difficile rapporto con i figli Cristian, Chanel e Isabel, presenti in prima fila. “Mi hanno crocifisso, giustamente per la separazione, e non ho un rapporto idilliaco, ma spero che crescendo capiranno dove sta la verità”, ha affermato, visibilmente emozionato. Ha quindi lanciato un appello per la riconciliazione: “Ci sono state frizioni che non ho accettato. Voglio dedicarmi di più a loro, così come loro devono dedicarsi un po’ a me, per tornare a essere una famiglia come prima”.
La serata ha avuto anche un momento più leggero con un collegamento a sorpresa di Gian Piero Gasperini, accolto da un caloroso applauso. “Grazie mister, ci hai riportato in Champions”, ha esclamato Totti, innescando un simpatico scambio con il tecnico. Il dialogo si è concluso con la promessa reciproca di ritrovarsi per una cena.
Infine, non è mancato un commento sul suo mancato ritorno nella Roma. Totti ha espresso la propria amarezza per l’assenza di contatti da parte della proprietà Friedkin. “In genere un incontro avviene in due, non da solo. In questi anni non è mai successo, non mi hanno mai chiamato. Evidentemente non hanno il mio stesso pensiero”, ha concluso. “Io resto dietro le quinte, ma per la Roma ci sarò sempre”.






