Emanuele Giaccherini, ex centrocampista bianconero e attuale commentatore, ha analizzato il difficile momento della squadra in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport. Le sue parole, dirette e senza filtri, hanno delineato un quadro preoccupante, proponendo al contempo una terapia d’urto per provare a invertire la rotta.
Secondo l’ex giocatore, la situazione attuale è una delle più critiche dell’ultimo ventennio. “Diciamo che forse è uno dei momenti più difficili e più bassi degli ultimi vent’anni”, ha dichiarato, sottolineando come la classifica deficitaria dopo le prime partite di campionato sia un segnale d’allarme inequivocabile, persino peggiore rispetto alle stagioni recenti.
La sconfitta subita contro la Lazio ha rappresentato un colpo particolarmente duro, non solo per i punti persi ma per il modo in cui è maturata. Giaccherini ha spiegato che si è trattato di una battuta d’arresto “diversa rispetto a tutte le altre”, che ha appesantito ulteriormente un ambiente già carico di tensione e incertezze.
Per uscire da questa spirale negativa, la ricetta proposta è drastica. “Lo dico da ex calciatore: quando arrivi a questi punti bassi, la cosa giusta per la squadra è chiudersi nello spogliatoio, senza l’allenatore, e confrontarsi su tutto”. L’immagine usata è forte: arrivare anche a “una scazzottata tra due”, non come un invito alla violenza, ma come metafora di un confronto schietto e senza sconti, necessario per far emergere i problemi nascosti.
Questo tipo di catarsi interna, secondo Giaccherini, può essere il catalizzatore per una reazione. “Dopo questo, magari tutti tirano fuori qualcosa in più”. L’obiettivo è spingere ogni membro del gruppo a superare i propri limiti e a riscoprire lo spirito di sacrificio collettivo, fondamenta di ogni successo sportivo.
Prima di puntare il dito contro la guida tecnica, l’analisi si è concentrata sul ruolo dei giocatori. “Credo si debba fare anche un esame di coscienza la squadra e prendere atto di quella che è la situazione”. È un richiamo forte all’autoresponsabilizzazione, un invito a ogni singolo atleta a farsi carico delle proprie colpe senza cercare alibi.
Solo dopo questo passo, ha proseguito l’ex giocatore, si potrà valutare pienamente l’operato del tecnico. “A quel punto anche l’allenatore non avrebbe più attenuanti, al momento può avere quella che le colpe non sono solo sue ma anche dei giocatori”. La responsabilità, in questa fase, è condivisa.
Infine, è stato toccato il tema di un possibile ingaggio di Antonio Conte. La risposta di Giaccherini è stata netta: “Se vuoi vincere, se prendi Conte non sbagli”. Un’investitura piena, che lo identifica come un allenatore capace di garantire una mentalità vincente. Tuttavia, ha precisato, esiste un “risvolto della medaglia”: un tecnico del suo calibro richiede un supporto totale da parte della società, pronta a soddisfare le sue richieste per metterlo nelle condizioni di lavorare al meglio.




