La formula scelta dal Frosinone per affrontare la Serie A si è basata sulla continuità. Nella recente gara vinta contro il Sassuolo, ben nove giocatori della formazione titolare provenivano dal blocco che ha conquistato la promozione, a cui si sono aggiunti due innesti che hanno contribuito in modo decisivo al positivo avvio di stagione.
La squadra allenata da Massimiliano Alvini si trova infatti al sesto posto in classifica. Inseriti tra centrocampo e trequarti, Patrizio Masini e Romano Schmid si sono rivelati funzionali al gioco già rodato del gruppo.
Anche in Serie A, Massimiliano Alvini ha puntato su una mentalità offensiva, con trame verticali e alta velocità. Un’impostazione esaltata anche dalle prestazioni di Antonio Raimondo, attuale capocannoniere del campionato con sette reti. Il tecnico ha però voluto potenziare tatticamente il centrocampo per gestire il salto di categoria.
Gli arrivi di Masini e Schmid hanno risposto all’esigenza di aggiungere esperienza, fondamentale nella corsa alla salvezza, obiettivo mai raggiunto nelle tre precedenti partecipazioni del Frosinone in Serie A. Alvini cercava maggiore copertura in fase difensiva e più slancio in impostazione.
Masini e Schmid sono stati quindi chiamati a interpretare subito i loro ruoli. Il primo agisce a metà campo, al fianco di Calò, nel duo davanti alla difesa. Il secondo si posiziona al centro della trequarti, con la possibilità di arretrare sulla linea dei centrocampisti in caso di passaggio dal 4-2-3-1 al 4-3-3.
Arrivato in prestito dal Genoa, Masini ha portato con sé un bagaglio di 54 presenze in Serie A. Dopo essere subentrato contro la Juventus, è sempre partito titolare. Il suo compito primario è assicurare equilibrio, ma supporta l’azione offensiva appena possibile.
Contro il Sassuolo, ad esempio, doveva limitare la regia di Matic, ma è stato lui a recuperare il pallone che ha dato il via all’azione del primo gol, siglato da Calò. Il suo lavoro si è rivelato di grande sostanza.
Altrettanto determinante è stato l’impatto di Romano Schmid sulla manovra. Il 26enne austriaco è arrivato a titolo definitivo dal Werder Brema per 8,5 milioni di euro. Ha partecipato all’ultimo Mondiale e vanta un’ampia esperienza in Bundesliga, con 148 presenze, 14 gol e 27 assist.
La sua specialità è il passaggio decisivo per i compagni: con il Frosinone ha già fornito tre assist. Anche quando non appare vistoso, sa trovare la giocata che cambia il ritmo dell’azione. Con Schmid, Alvini ha aggiunto un elemento di imprevedibilità alla squadra.
Gli effetti di queste integrazioni si riflettono chiaramente nel sorprendente sesto posto in classifica, dimostrando l’efficacia della strategia basata su un nucleo solido e rinforzi mirati.




