Il Como ha scritto una pagina memorabile della sua storia europea, battendo il Manchester United per 4-1 in una serata indimenticabile. La partita, valida per la terza giornata della League Phase di Champions League, ha visto la squadra guidata dal tecnico spagnolo dominare un avversario in profonda difficoltà. Per il club inglese si è trattato della settima partita consecutiva senza vittorie, una striscia negativa che non si registrava da novembre 2015.
Protagonista assoluto dell’incontro è stato Nico Paz. Il numero 10 ha trascinato i suoi compagni con una prestazione eccezionale, realizzando una doppietta e fornendo un assist decisivo. A completare il tabellino per la formazione lariana sono state le reti di Douvikas e Ramon, che hanno sancito una vittoria netta e meritata.
Nel post-partita, l’allenatore ha espresso grande soddisfazione, pur mantenendo un approccio cauto. “È stata una notte speciale, ma siamo ancora all’inizio di tutto quello che abbiamo in testa”, ha dichiarato il mister. Ha poi aggiunto: “La squadra ha disputato una bella partita, però rimaniamo con i piedi per terra; sabato ci attende un’altra gara importante”.
Analizzando la prestazione, il tecnico si è soffermato sull’atteggiamento del gruppo. “Noi ci prepariamo sempre e proviamo a giocarcela con tutti. La preparazione e la convinzione dei giocatori sono fondamentali, senza quest’ultimo aspetto è molto difficile fare risultato”. Ha poi sottolineato il valore dell’avversario, nonostante il periodo negativo: “La squadra che abbiamo affrontato era il Manchester United. Non dimentichiamoci che alcuni dei nostri giocatori erano alla loro terza partita assoluta in Champions”.
“La convinzione che hanno i ragazzi e il modo con cui interpretano le situazioni mi dà la vita”, ha proseguito l’allenatore spagnolo, visibilmente orgoglioso. “Vincere in questo modo è una grande soddisfazione, però ora arriva la parte difficile: tornare a giocare sabato e farlo con la stessa intensità e concentrazione”.
In chiusura di intervista, ha condiviso un ricordo dei suoi tempi da calciatore, quando veniva allenato da Pep Guardiola. “Quando mi faceva giocare da attaccante mi piaceva molto”, ha raccontato. “Io e Messi avevamo la libertà di sentire dove si trovava lo spazio libero, mentre gli altri compagni mantenevano un gioco posizionale. Noi potevamo muoverci e creare qualcosa in più”.





