MONDRAGONE – Una serata di ordinaria follia, un dramma familiare che si è consumato tra le mura domestiche, spezzando la quiete del litorale domizio. È la cronaca di un incubo vissuto da una famiglia di Mondragone, in provincia di Caserta, culminato con l’intervento dei Carabinieri e la denuncia di un uomo di 42 anni, originario di Acerra, ritenuto il responsabile di un’escalation di violenza inaudita. L’uomo è stato deferito in stato di libertà con le pesanti accuse di rapina, furto e tentata rapina ai danni dei suoi stessi congiunti.
Tutto ha avuto inizio nella tarda serata di ieri, 21 ottobre, quando una disperata richiesta di aiuto è giunta al numero unico di emergenza 112. Dall’altro capo del telefono, la voce rotta dalla paura di chi stava subendo una violenza intollerabile. Immediata la risposta dell’Arma: una pattuglia della locale Stazione dei Carabinieri, supportata dai colleghi della Sezione Radiomobile del Reparto Territoriale di Mondragone, si è precipitata presso l’abitazione indicata.
Giunti sul posto, i militari si sono trovati di fronte a una scena di grande tensione. La loro attenzione è stata subito catturata da un movimento sospetto nel cortile dell’edificio. Lì, in un goffo e disperato tentativo di sottrarsi alla cattura, il 42enne si era nascosto sotto un’autovettura parcheggiata. Bloccato e identificato, è iniziata la meticolosa ricostruzione dei fatti, che ha svelato un quadro agghiacciante.
Secondo quanto emerso dai primi, concitati accertamenti, l’uomo si sarebbe presentato a casa della madre con intenti tutt’altro che pacifici. Per motivi che restano ancora al vaglio degli inquirenti, ma che lasciano ipotizzare un disperato bisogno di denaro, avrebbe afferrato un coltello da cucina e, sotto la minaccia della lama, avrebbe costretto l’anziana donna a consegnargli tutto il contante che aveva in casa: una somma considerevole, pari a 1.120 euro.
Ma la sua furia non si è placata. Non contento del denaro estorto alla madre, prima di lasciare l’abitazione, l’uomo avrebbe notato un marsupio appartenente al fratello e, senza esitazione, se ne sarebbe impossessato, sottraendo ulteriori 80 euro contenuti all’interno.
La spirale di violenza, però, non era ancora terminata. Accecato dalla sua richiesta di denaro, il 42enne si è diretto a piedi verso l’abitazione della sorella, situata a poca distanza. Lì, il copione si è ripetuto con la stessa, terrificante modalità: armato del medesimo coltello, ha minacciato la donna nel tentativo di farsi consegnare altro denaro. Fortunatamente, questa volta il suo piano non è andato a buon fine, configurando il reato di tentata rapina.
L’arma utilizzata per le minacce, un comune coltello da cucina trasformatosi in strumento di terrore, è stata recuperata e posta sotto sequestro dai Carabinieri. Tutti gli elementi raccolti e le testimonianze delle vittime sono stati formalizzati in un dettagliato rapporto trasmesso all’Autorità Giudiziaria di Santa Maria Capua Vetere, che ora dovrà valutare la posizione dell’indagato. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza, ogni eventuale responsabilità penale dovrà essere accertata nel corso del futuro processo con sentenza definitiva.






