Medvedev: Sinner e Alcaraz sono irraggiungibili

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Sport tennis
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Daniil Medvedev ha vinto il torneo di Almaty, suo 25° titolo in carriera, confermando un eccellente stato di forma. In una successiva intervista, il tennista russo ha analizzato il panorama del tennis mondiale, partendo dal dominio di Jannik Sinner e Carlos Alcaraz.

Interrogato sulla possibilità di superarli nel ranking, Medvedev è stato netto. “Probabilmente no. Nell’arco di una stagione sono molto più forti di tutti, se non sono infortunati”, ha affermato. Ha definito i due rivali “fenomeni fuori dal comune”, capaci di colpi che altri non sanno fare.

Ha spiegato che, affrontandoli ripetutamente, è normale perdere più partite di quante se ne vincano. “L’obiettivo è provare a migliorare questo bilancio, ma quando stanno bene hanno dimostrato di essere i numeri uno e due”, ha aggiunto, sottolineando che la salute è parte integrante del gioco.

Questa consapevolezza non frena però le ambizioni di Medvedev, che punta a un nuovo Slam. Forte di un’ottima condizione fisica e di un gioco ritrovato, ha dichiarato: “Quest’anno ho avuto momenti brillanti e questo mi dà molta fiducia”, pur ammettendo di dover alzare il livello nei grandi tornei.

Anche le Atp Finals di Torino sono un’opportunità. “Se manterrò questo livello di gioco, potrò battere quasi ogni avversario”, ha commentato, riconoscendo che la vittoria dipende anche dalla performance altrui in una singola partita.

Il tennista ha poi approvato i cambiamenti proposti dall’Atp per il 2028, che daranno più peso a Slam e Masters 1000. Secondo lui, questa modifica darebbe una struttura più chiara al calendario, spingendo i giocatori a concentrarsi sui grandi appuntamenti.

Un altro tema toccato è stato il potere decisionale dei tennisti. “Penso che i giocatori abbiano pochissimo potere nel tennis”, ha ammesso. Pur non essendo nel Player Council, ha assicurato il suo appoggio a un eventuale movimento dei giocatori, senza però prenderne la guida.

Infine, ha definito giusto il ranking Atp commentando l’ascesa di Zverev al numero 1. “Il sistema è semplice: ci sono 52 settimane e ottieni punti. Nessuno può contestarlo. Sasha merita il primo posto”, ha concluso, riconoscendo il ruolo degli infortuni altrui ma ribadendo la correttezza del sistema.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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