Giacomo Calò si è affermato in Serie A con la maglia del Frosinone alla soglia dei trent’anni. Soprannominato “Il Pittore” per l’eleganza delle sue giocate, il centrocampista è diventato un punto di riferimento per la squadra neopromossa, unendo visione di gioco e gol decisivi.
Il suo soprannome deriva dalla capacità di “dipingere” calcio in mezzo al campo, non da una reale passione per la pittura. Le sue prestazioni hanno infatti lasciato il segno, contribuendo a ottenere punti importanti. Ogni volta che ha segnato, il Frosinone ha ottenuto un risultato utile.
La sua carriera è iniziata in modo precoce e insolito. Ha mosso i primi passi in una squadra a soli tre anni, grazie a un permesso speciale. La Sampdoria ha notato il suo talento e lo ha inserito nel proprio settore giovanile a quattordici anni, prima di avviarlo al professionismo con la maglia del Pontedera in Serie C.
Dopo l’esperienza in Toscana, si è ritrovato svincolato. La svolta è arrivata durante un’estate di attesa: mentre era al cinema, ha ricevuto la telefonata del direttore sportivo della Juve Stabia. Calò ha lasciato la proiezione a metà per preparare le valigie e iniziare una nuova avventura in Campania.
Con la Juve Stabia ha vissuto tre stagioni da protagonista. Ha ottenuto una promozione dalla Serie C e si è messo in luce nel successivo campionato cadetto con un bilancio personale di 4 gol e ben 13 assist. Le sue ottime prestazioni hanno convinto il Genoa ad acquistarlo.
Nonostante il passaggio al club ligure, Calò non ha trovato spazio in prima squadra ed è stato mandato in prestito prima al Pordenone e poi al Benevento. Successivamente è stato ceduto a titolo definitivo al Cosenza, club con cui è stato determinante per la salvezza raggiunta ai playout.
L’approdo al Frosinone nell’estate del 2022 ha segnato il passo decisivo. Ispirato da un vecchio consiglio, Calò ha capito che vincere il campionato fosse l’unica via per la Serie A a quell’età. Ha disputato una stagione straordinaria, trascinando i ciociari alla promozione con 10 gol e 15 assist.
Conquistata la fiducia del club, è diventato un pilastro anche nella categoria superiore. La sua personalità emerge anche dai tatuaggi: sul braccio destro ha impresso dediche per la figlia, la cui data di nascita corrisponde al suo numero 14, mentre sul sinistro spicca il volto di Jack Sparrow, simbolo di genio e imprevedibilità.






