Jannik Sinner avrebbe individuato il successore di Darren Cahill. Secondo un’indiscrezione lanciata dal quotidiano inglese “The Times”, il numero uno del mondo ha scelto Magnus Norman come nuovo supercoach per il suo team. La decisione arriverebbe in seguito alla volontà, già espressa in passato, di Cahill di ridurre i suoi impegni e dedicare più tempo alla famiglia.
L’allenatore australiano, figura chiave nella crescita di Sinner dall’estate del 2022, aveva manifestato l’intenzione di ritirarsi già al termine della scorsa stagione. Aveva poi deciso di prolungare la collaborazione per un altro anno, ma ora il suo passo indietro sembra imminente. Il suo posto verrebbe quindi preso dal tecnico svedese, che andrebbe ad affiancare Simone Vagnozzi in una struttura tecnica che ha già dimostrato il suo valore.
Magnus Norman, classe 1976, non è un nome nuovo nel circuito dei grandi allenatori. La sua fama si è consolidata soprattutto grazie allo straordinario lavoro svolto con Stan Wawrinka. Sotto la sua guida, il tennista svizzero ha vissuto il periodo più vincente della sua carriera, conquistando tre titoli del Grande Slam: l’Australian Open nel 2014, il Roland Garros nel 2015 e gli US Open nel 2016.
Prima della collaborazione con Wawrinka, Norman ha ottenuto risultati eccellenti anche con il connazionale Robin Soderling, portandolo a disputare due finali consecutive al Roland Garros e a entrare nella top 5 della classifica mondiale. Il suo approccio metodico e la sua esperienza lo hanno reso uno dei coach più rispettati e ricercati del panorama tennistico. È inoltre co-fondatore della prestigiosa accademia “Good to Great” in Svezia.
Da giocatore, Magnus Norman ha raggiunto la seconda posizione del ranking ATP nel giugno del 2000, suo anno di grazia. In quella stagione ha disputato la finale al Roland Garros, persa contro Gustavo Kuerten, e ha trionfato agli Internazionali d’Italia a Roma. In carriera ha vinto un totale di 12 titoli ATP in singolare e una Coppa Davis con la Svezia nel 1998, prima che una serie di infortuni lo costringesse a un ritiro prematuro nel 2004.






